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Tassi, Lagarde apre al taglio Bce di ottobre in seguito alla frenata dell’economia e dell’inflazione nell’Eurozona
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Tassi, Lagarde apre al taglio Bce di ottobre in seguito alla frenata dell’economia e dell’inflazione nell’Eurozona

30 settembre 2024, 21:20 Ultimo aggiornamento: 21:23

La presidente Bce Christine Lagarde al Parlamento Europeo: siamo fiduciosi nel ritorno dell’inflazione al 2% e ne terremo conto nella prossima riunione. A settembre inflazione giù oltre le attese in Italia, Germania, Francia e Spagna. In arrivo il dato dell’Eurozona

La presidente Bce Christine Lagarde apre al taglio dei tassi a ottobre, come conseguenza di rischi crescenti sulla crescita e del ritorno sempre più probabile dell’inflazione verso l’obiettivo del 2% in modo duraturo. «Gli ultimi sviluppi rafforzano la fiducia che l’inflazione tornerà al target in modo tempestivo. Ne terremo conto nella prossima riunione di politica monetaria di ottobre», ha detto ieri Lagarde in audizione al Parlamento Ue. È raro un messaggio di questo tipo su una riunione specifica: la presidente Bce ha voluto indicare una direzione ai mercati, anche se la banca centrale resta «dipendente dai dati».

I rischi per la Bce

Mantenendo i tassi alti troppo a lungo, Francoforte rischia non solo di bloccare del tutto l’economia dell’Eurozona, già quasi ferma, ma anche di far scendere l’inflazione sotto l’obiettivo (simmetrico) del 2%. Nel giro di una settimana Isabel Schnabel, falco del comitato esecutivo Bce, ha cambiato il linguaggio delle presentazioni pubbliche, mostrando una preoccupazione in aumento per la crescita. I dati economici hanno colto di sorpresa i falchi, che finora si sono focalizzati sui rischi di rialzo dell’inflazione, ormai sempre meno visibili nell’economia.

Lagarde ha aggiunto ieri che «il basso livello di alcuni indicatori suggerisce che la ripresa sta affrontando venti contrari». La disinflazione invece sta andando avanti più del previsto e il dato di settembre, in uscita oggi, sarà «probabilmente sotto le previsioni di base» della Bce, secondo Lagarde, che pure aveva già anticipato l’arrivo di un valore basso.

Con ogni probabilità l’inflazione nell’Eurozona è scesa sotto il 2% a settembre: sarebbe la prima volta da giugno 2021. Il carovita secondo le attese risalirà temporaneamente a fine anno a causa di effetti base nei prezzi dell’energia. Il mercato comunque prevede una traiettoria di disinflazione più marcata rispetto a quella attesa dalla Bce che stima un ritorno stabile al 2% dalla seconda metà del 2025.

Le nuove attese degli analisti

Fino a pochi giorni fa, la minoranza degli operatori si aspettava un taglio a ottobre. Negli ultimi giorni tuttavia le attese sono cambiate a causa della frenata di crescita e inflazione nell’Eurozona, oltre che dell’allentamento monetario avviato negli Usa con un taglio di 50 punti base della Fed. La maggioranza degli analisti (tra questi quelli di Goldman Sachs, Jp Morgan, Hsbc, Bank of America, Bnp Paribas, Nomura e Barclays) ora prevede una riduzione dei tassi già a ottobre. Gli economisti inoltre hanno indicato un ritmo accelerato dei tagli, con manovre a ogni riunione e quindi non più ogni trimestre (quando cioè sono pubblicate le proiezioni macroeconomiche Bce).

Il tasso terminale, ipotizzato attorno al 2-2,25% potrebbe così essere raggiunto in anticipo, attorno a giugno-settembre. BofA ha indicato un livello finale all’1,5% alla fine dell’anno prossimo. I mercati monetari stimano al 90% di probabilità un taglio a ottobre (fino a pochi giorni fa era attorno al 25%), mentre considerano certa una riduzione di 50 punti base entro fine anno.

L’inflazione in Italia e Germania

Il carovita è sceso a settembre oltre le previsioni in tutti i principali Paesi europei, anche per la discesa dei prezzi dell’energia, in attesa del dato di oggi sull’Eurozona nel complesso. In Italia l’inflazione a settembre è diminuita allo 0,8% (0,7% il dato nazionale non armonizzato con i criteri europei), dal +1,2% di agosto. L’inflazione di fondo, al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è scesa a +1,8% (da +1,9% di agosto). I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona hanno accelerato su base tendenziale (da +0,6% a +1,1%), mentre si è attenuato il ritmo di crescita annuo di quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +1,1% a +0,6%).

Anche in Germania l’inflazione è scesa a settembre più del previsto a +1,8% (+1,6% il dato non armonizzato), dal 2% del mese precedente. Pure in Francia e Spagna, come reso noto nei giorni scorsi, l’inflazione è calata oltre le attese sotto l’obiettivo del 2% della Bce. Per Capital Economics «il calo dell’inflazione complessiva e dei servizi a settembre nelle principali economie dell’Eurozona, assieme alle minori pressioni sui prezzi e alla frenata dell’attività, ha aumentato la probabilità di un altro taglio dei tassi della Bce a ottobre». (riproduzione riservata)



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