skin track
Tassi, gli analisti vedono sei tagli Bce fino a fine 2025. Sul pil l’Eurozona rischia più degli Usa
Analisi Leggi dopo

Tassi, gli analisti vedono sei tagli Bce fino a fine 2025. Sul pil l’Eurozona rischia più degli Usa

14 agosto 2024, 21:30

L’economia europea fatica più di quella Usa. Gli indici di fiducia sono in forte calo in Germania e le prospettive sono negative. Ora gli analisti si aspettano sei sforbiciate fino a fine 2025 da parte della Bce. Così i tassi sui depositi scenderebbero dal 3,75% al 2,25%

La volatilità dei mercati nei giorni scorsi è aumentata anche per i timori (poi in buona parte rientrati) di una recessione negli Usa. Ma i dati dicono che i maggiori rischi sulla crescita economica riguardano l’Eurozona, zavorrata dalla Germania. Nel secondo trimestre l’area euro è cresciuta dello 0,3%, con prospettive di una frenata nel terzo. Nello stesso periodo gli Stati Uniti sono cresciuti del 2,8% annualizzato.

Gli operatori monetari negli ultimi giorni hanno aumentato le previsioni di tagli dei tassi da parte della Fed: sono attese riduzioni per 100 punti base (cioè dell’1%) entro fine anno. La banca centrale americana, accusata da molti di aver ritardato troppo la riduzione dei tassi, potrebbe abbassarli di 50 punti base già a settembre.

Ma lo scenario del pil mette in difficoltà soprattutto la Bce. Gli economisti delle maggiori banche d’affari prevedono in media sforbiciate di 25 punti base ogni tre mesi fino a fine 2025. Così i tassi Bce di riferimento (quelli sui depositi) scenderebbero dall’attuale 3,75% fino al 2,25%. Francoforte potrebbe accelerare se l’economia sarà più debole delle attese e l’inflazione scenderà sotto il 2%. I mercati monetari per esempio scontano tagli per 70 punti base entro fine anno, quindi più dei 50 punti base indicati in media dagli economisti.

Le difficoltà della manifattura e della Germania

I problemi maggiori per l’Eurozona riguardano il settore manifatturiero e la Germania. La produzione industriale dell’area a giugno è risultata inferiore del 3,9% rispetto all’anno prima nell’area. Il calo della Germania è stato del 4,1%, quello dell’Italia del 2,6% e della Francia dell’1,7%.

La Germania è stato l’unico tra i maggiori Paesi a registrare una flessione del pil nel secondo trimestre. Nel periodo il pil italiano è aumentato dello 0,2%, quello francese dello 0,3% (come la media dell’Eurozona), quello spagnolo dello 0,8%.

L’economia europea ha avuto una spinta dopo la pandemia legata a servizi e turismo (con benefici per i Paesi del Sud Europa), ma l’industria non mostra segnali di recupero. Gli indicatori prospettici, in particolare quelli sulla fiducia di investitori e imprese, hanno dato segnali negativi.

L’indice Zew sul sentiment economico in Germania è calato ad agosto a 19,2 punti, rispetto alle aspettative di 34, con un crollo di 22,6 punti rispetto al valore del mese precedente. L’ultima volta che le aspettative si sono deteriorate in modo simile è stato nel luglio del 2022.

«Le prospettive economiche della Germania si stanno sgretolando», ha osservato Achim Wambach, presidente dello Zew. «È probabile che le aspettative economiche siano ancora influenzate da un’elevata incertezza, determinata dall’ambiguità della politica monetaria, dai dati economici deludenti dell’economia statunitense e dalle crescenti preoccupazioni per un’escalation del conflitto in Medio Oriente», ha aggiunto.

La Germania sta faticando soprattutto negli investimenti e nel settore delle costruzioni. Il ministro dell’Economia verde Robert Habeck ha detto che la situazione potrebbe migliorare con il taglio dei tassi Bce. Habeck fa parte di un governo privo di una visione unitaria. Ma persino da Berlino iniziano le pressioni sulla banca centrale, che finora ha mantenuto alti i tassi soprattutto su spinta dei membri tedeschi.

I timori dei falchi Bce

Il membro del board Bce Isabel Schnabel e il presidente della Bundesbank Joachim Nagel hanno espresso più volte timori per un nuovo rialzo dell’inflazione (sebbene sia scesa nell’Eurozona al 2,6% di luglio, dal picco del 10,6% di ottobre 2022), mentre non sono preoccupati dallo scenario economico.

Il mandato della Bce è quello di portare l’inflazione al 2%, mentre la Fed ha anche un obiettivo di massima occupazione. Francoforte deve comunque imporsi di raggiungere il target con il minor danno possibile per l’economia. Inoltre la Bce ha un obiettivo «simmetrico» perciò deve evitare un’inflazione sotto il 2%, non solo sopra la soglia. Tuttavia molti membri Bce, dopo anni di alta inflazione, preferiscono rischiare sull’economia ma non sui prezzi.

In tal senso soprattutto servizi e salari sono finiti sotto la lente della Bce, come ambiti di un possibile aumento del carovita. I servizi di solito si adeguano in ritardo al trend complessivo sull’inflazione. L’aumento dei salari dovrebbe invece raggiungere il picco quest’anno a causa di rinegoziazioni contrattuali che hanno fatto recuperare potere d’acquisto ai lavoratori in modo fisiologico dopo un lungo periodo di inflazione elevata.

Non ci sono state invece spirali tra salari e prezzi. Tutto fa pensare che dall’anno prossimo la crescita degli stipendi tornerà su livelli più vicini al target Bce. Il rialzo dei salari probabilmente continuerà a essere compensato dai minori margini di profitto delle imprese dovuti alla bassa domanda.

Sempre in tema di occupazione, la frenata economica rischia semmai di indebolire il mercato del lavoro e obbligare le aziende a ridurre i posti di lavoro mantenuti dopo la pandemia (con il cosiddetto «labour hoarding»). L’occupazione è salita dello 0,2% nell’area euro nel secondo trimestre, con un incremento inferiore a quello del primo (+0,3%).

Le proiezioni macro

Nel complesso un’eccessiva attenzione a salari e servizi potrebbe spingere la Bce a concentrarsi troppo sui dati passati invece che su quelli attesi. L’obiettivo di inflazione è da raggiungere nel medio termine quindi Francoforte, a causa dell’effetto ritardato della politica monetaria, deve muoversi prima di arrivare al 2%.

Perciò saranno sempre più importanti le proiezioni macroeconomiche: a settembre potrebbe esserci un ulteriore taglio alle stime di crescita. A giugno la Bce ha previsto una crescita del pil dello 0,4% nel secondo trimestre (invece del +0,3% poi registrato) e lo stesso incremento anche nel terzo e nel quarto. Si tratta di un ritmo assai ridotto, da zero virgola, ma appare comunque difficile da raggiungere per l’Eurozona.

L’area sarà penalizzata anche dalla bassa domanda estera (con il rallentamento di Cina e Usa), dal ridotto spazio di manovra fiscale per i governi (con il ritorno del Patto di Stabilità) e anche dal rafforzamento dell’euro (per l’attesa di maggiori tagli della Fed rispetto alla Bce).

Una revisione delle proiezioni macro a settembre dovrebbe spingere la Bce al secondo taglio. Le riduzioni dei tassi di quest’anno e del 2025 aiuteranno gli investimenti. In ogni caso l’Eurozona dovrà fare i conti anche con le questioni strutturali dell’economia, come la dipendenza eccessiva dalle esportazioni, un alto costo dell’energia e una limitata integrazione dell’area ancora priva di titoli comuni. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)