Asia a due ritmi, martedì 13 giugno, il Nikkei ritorna ai massimi degli ultimi 33 anni (+1,7% alle ore 7:30 italiane), mentre Hong Kong sale dello 0,4% e Shanghai è sotto la parità nonostante la Banca centrale cinese abbia tagliato a sorpresa i tassi.
In rialzo l’oro a 1.974 dollari l’oncia e il petrolio Wti americano dopo lo scivolone del 3% di ieri (oggi +0,4% a 67,37 dollari il barile). Euro e yen in rinforzo (+0,25% in media a 1,0795 e 139,44), mentre il T bond Usa decennale vede il rendimento scendere dal 3,74% di inizio sessione asiatica al 3,729%. I futures sul Nasdaq salgono dello 0,4% trainati dalla corsa di Apple.
L'attenzione è concentrata oggi sui dati relativi all'inflazione Usa previsti nel primo pomeriggio, che potrebbero rafforzare o sminuire le aspettative sulle mosse della Fed. L'attesa è di una forte frenata a maggio, dal +4,9 al +4,1% su base annua, mentre l'inflazione core, che non considera i prezzi dell'energia e dei beni alimentari, è prevista in flessione dal +5,5% al +5,2%.
Il 13 giugno la People's Bank of China ha inaspettatamente tagliato il tasso (reverse repo) a 7 giorni di 10 punti base all'1,9%, la prima riduzione dall'agosto 2022 mentre il board della Banca centrale cerca di sostenere la ripresa dell'economia.
È insolito che il tasso a breve termine venga adeguato prima del tasso sui prestiti a 1 anno o sullo strumento MLF più lungo termine. Era accaduto nel marzo 2020, durante la pandemia da Covid.
I futures sulle azioni statunitensi sono rimasti stabili martedì mentre gli investitori attendono il rapporto sull'inflazione di maggio previsto più tardi nella giornata e alla decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve, mercoledì.
Nel trading after hour, Oracle è balzata del 4% dopo aver superato le aspettative su ricavi e utili del cloud. Durante invece le negoziazioni regolari di lunedì, il Dow è salito dello 0,56%, l'S&P 500 ha guadagnato lo 0,93% e il Nasdaq Composite è salito dell'1,53%, con otto degli 11 settori S&P che hanno chiuso in rialzo trainati da tecnologia, beni di consumo discrezionali e servizi di comunicazione.
Gli investitori sperano che le pressioni inflazionistiche mostrino ulteriori segni di allentamento, sostenendo la tesi di una pausa negli aumenti dei tassi di interesse della Fed questa settimana.
Le azioni Apple hanno chiuso ai massimi lunedì, l'ultimo segnale della forza dei grandi colossi tecnologici. Le azioni sono salite dell'1,6% chiudendo la sessione a 183,79 dollari.
E’ il primo massimo alla chiusura registrato Apple dal gennaio 2022, anche se ha raggiunto un record intraday dopo aver presentato il suo visore per realtà mista Vision Pro la scorsa settimana. Il guadagno della giornata porta la performance di Apple nel 2023 oltre il 41%, rispetto al +35% dell'indice Nasdaq 100.
Il titolo è stato uno dei preferiti quasi indipendentemente dalle condizioni di mercato. All'inizio di quest'anno è stato visto come un rifugio sicuro in mezzo alle turbolenze nel settore bancario, con gli investitori che hanno accolto positivamente la forza del bilanci e il programma di restituzione del capitale mentre i recenti risultati di Apple hanno superato le aspettative e attenuato le preoccupazioni sulle prospettive legate alla crescita. (riproduzione riservata)