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Taranto dopo l’ex Ilva, il piano di rilancio tra cantieristica, data center e aerospazio: ecco i progetti e chi vuole investire
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Taranto dopo l’ex Ilva, il piano di rilancio tra cantieristica, data center e aerospazio: ecco i progetti e chi vuole investire

19 maggio 2025, 13:02 Ultimo aggiornamento: 15:32

Fincantieri, Webuild e Confagricoltura hanno manifestato interesse a sviluppare progetti nell’area di Taranto. Il vertice al ministero delle Imprese e del Made in Italy: «Necessaria la riqualificazione del porto»

Un nuovo modello produttivo per Taranto, capace di rigenerare socialmente ed economicamente il territorio. E che non punti, esclusivamente, sulla siderurgia. È la strada illustrata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante la riunione operativa con associazioni d’impresa e aziende. 

Il ministero ha censito quindici progetti industriali con potenziale occupazionale di oltre 5 mila addetti. Si tratta di nuove iniziative nei settori della cantieristica, nautica, meccanica, eolico offshore e logistica avanzata, accanto alla siderurgia e a un sistema portuale che ha grandi potenzialità ma che è ancora da sviluppare.

«Ci sono tutte le condizioni per rispondere alle esigenze di chi cerca lavoro o teme di perdere il proprio attuale impiego», ha dichiarato il titolare di via Veneto. «Taranto può essere protagonista della nuova rivoluzione industriale italiana, anche grazie alla necessaria riqualificazione dell’area portuale, approdo naturale della nuove direttrici di crescita globale», ha aggiunto.

Dai data center all’eolico, su cosa possono investire le aziende

Tra gli ambiti di intervento la cantieristica, l’aerospazio, la nautica da diporto e crocieristica, la carpenteria, le ferrovie, l’eolico, la meccanica e logistica, i data center e l’intelligenza artificiale. E, secondo quanto si apprende, ci sono già diverse aziende che hanno manifestato il proprio interesse.

Tra queste, Fincantieri, Toto Holding-Renexia, Webuild Group, Mermec, Igenius, Cantieri di Puglia, Confapi e Confagricoltura. «È il segno tangibile che la siderurgia è la base dell’industria e che Taranto può riprendere la via dello sviluppo. Siamo a un punto di svolta», ha commentato il ministro.

Tutti i progetti: yatch di lusso, eolico flottante e data center

Nel dettaglio, WeBuild avrebbe manifestato l’intenzione di realizzare una grande fabbrica di carpenteria metallica nell’area ex Ilva e, nel medio termine, un ulteriore stabilimento in un’altra area. Toto Holding-Renexia, azienda attiva nel settore delle energie rinnovabili, prevede la cantierizzazione di impianti eolici offshore, galleggianti e fissi. Cantieri di Puglia ha manifestato l’intenzione ad avviare un investimento volto alla realizzazione di cantieri navali per yacht di lusso nell’area ex Yard Belleli di Taranto.


Green Tech Aerospace (associata Confapi) punta a costruire uno stabilimento a Grottaglie dedicato alla progettazione, produzione e gestione di dirigibili a uso commerciale, comprensivo di una scuola di volo per la formazione dei piloti. Un secondo progetto riguarda la riqualificazione di un complesso industriale esistente e la riconversione delle superfici per ospitare un’attività di refitting e costruzione navale.  


Fincantieri punta a realizzare fondazioni flottanti per il settore eolico, accelerando la costituzione di un polo strategico nazionale nel settore della progettazione, produzione e assemblaggio funzionali allo sviluppo della cantieristica navale per la produzione di energia eolica in mare. L’Autorità Portuale di Taranto sarà uno dei due pilastri del Polo. 

Il gruppo Mermec, attivo nel settore rotabile e ferroviario, sarebbe interessato ad acquisire unità lavorative attualmente in cassa integrazione per i propri siti in Puglia e Basilicata. C’è poi l’interesse manifestato da un’altra importante azienda emiratina, in collaborazione con una realtà italiana, per la costruzione di un data center nella stessa regione.

Sull’ex Ilva non si molla

Continua, intanto, il lavoro per il rilancio dell’ex Ilva. Definita, dal ministro, «una priorità nazionale». Già in un’intervista rilasciata a MF, il ministro Urso aveva anticipato che il governo non avrebbe mollato su Acciaierie d’Italia. «Possiamo realizzare un modello europeo per la produzione di acciaio green, un polo d’eccellenza industriale all’avanguardia nella transizione ecologica», ha detto. 

«A Piombino e Terni abbiamo avviato importanti processi di riconversione green della Siderurgia. Anche a Taranto possiamo riuscirci. Ho già presentato alle autorità competenti il piano di decarbonizzazione che sarà alla base del progetto industriale che stiamo negoziando con gli azeri. L’Italia deve essere l’avanguardia della siderurgia sostenibile in Europa e Taranto ne sarà protagonista». (riproduzione riservata)



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