Con settembre ripartono le manovre delle banche centrali. La Federal Reserve si sta preparando a tagliare i tassi di interesse questo mese per la prima volta dalla pandemia di Covid-19. Nel frattempo, la Banca Centrale Europea, che ha già iniziato questo nuovo percorso di politica monetaria, si prepara a settembre a un altro taglio di 25 punti base. A queste si aggiunge il Giappone che potrebbe aumentare nuovamente i tassi in conseguenza della ripresa dell’economia.
Alcuni hanno subito accusato la Fed di essere in ritardo rispetto a un taglio dei tassi di interesse che sarebbe dovuto arrivare prima, sostenendo l’ipotesi di un taglio di 50 punti base durante la riunione del 17-18 settembre, invece del taglio di 25 punti base previsto dal consenso di Bloomberg. «Riteniamo, tuttavia, che questa interpretazione non sia corretta», sottolinea Michele Sansone, country manager di iBanFirst Italia. Secondo gli ultimi dati dell’ U.S. Bureau of Labor Statistics, nel periodo compreso tra aprile 2023 e marzo 2024 negli Stati Uniti sono stati creati 818.000 posti di lavoro in meno rispetto alle attese. «I dati sull'occupazione negli Stati Uniti sono spesso soggetti a revisioni significative. Un calo di 800.000 posti di lavoro rispetto alla stima iniziale può sembrare sostanziale, ma non è così significativo se confrontato con gli anni precedenti. Inoltre, dovremmo evitare di sovrainterpretare questo dato poiché la stima finale, che potrebbe differire da quella pubblicata di recente, non sarà resa nota prima di febbraio 2025».
Se si considerano i dati in un'ottica più ampia insieme ad altri indicatori, come le prenotazioni negli hotel o per gli spettacoli teatrali, è evidente come l'economia resti forte. Forse sta rallentando, ma i consumatori americani continuano a spendere a un ritmo sostenuto. «I piani della Fed sono, quindi, perfettamente in linea: né troppo presto, né troppo tardi. Non c'è bisogno di affrettarsi: riteniamo perfetto un taglio di 25 punti base a settembre», stima Sansone.
Nell'Eurozona, invece, la crescita non riesce ancora una volta a superare l'1%. Perché? La politica monetaria non è abbastanza conciliante, a detta di Sansone. «Se consideriamo la situazione economica europea, riteniamo che un taglio dei tassi di 50 punti base a settembre sarebbe da preferire rispetto al taglio di 25 punti base inizialmente previsto», precisa l’esperto. Come si spiega allora il recente apprezzamento dell'euro? Nelle ultime settimane si è parlato molto di questo: l'aumento dell'ottimismo degli investitori sulla crescita dell'Eurozona, le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed. In realtà, «il calo dei rendimenti obbligazionari statunitensi è il principale motore che spinge l'apprezzamento della coppia euro/dollaro. Ciò incoraggia gli investitori ad abbandonare il dollaro per passare ad altre valute, come l'euro. Tuttavia, non è certo che questo fenomeno sia destinato a durare. Il divario economico strutturale tra l'Eurozona e gli Stati Uniti è un fattore a lungo termine che potrebbe pesare sulla moneta europea», indica Sansone.
Quanto al Giappone sta tornando a essere un'economia in salute. Dal 2022 è tornata l'inflazione, i salari sono aumentati in modo sostanziale - con un aumento negoziato del 5,3% nella primavera del 2024 - e il mercato azionario si è ripreso. È finalmente la fine della deflazione. «Sebbene l'invecchiamento della popolazione e il debito astronomico del Giappone rimangano problemi strutturali, l'economia sembra aver ripreso la giusta direzione. Gli aumenti salariali hanno stimolato i consumi, ridotto un atteggiamento più rivolto al risparmio e si è registrato un aumento significativo degli investimenti aziendali. Sta prendendo forma un ciclo virtuoso», continua Sansone.
Il ruolo della Bank of Japan è ora quello di consolidare la traiettoria economica del Giappone. «Un altro rialzo dei tassi è certamente necessario», prevede l’esperto. «Probabilmente non avverrà questo mese, ma piuttosto nel quarto trimestre, con un aumento di 10 punti base. Questa mossa è sostenuta da tutta la classe politica, compreso Shinjiro Koizumi, che potrebbe diventare il prossimo primo ministro del Giappone dopo le elezioni interne del Partito Liberal Democratico previste per il 27 settembre. (data da confermare).