Partita dal basso di nome e di fatto, Markbass debutterà sul segmento Egm di Piazza Affari il prossimo 30 settembre
Di nome, perché la piccola e agguerrita azienda abruzzese (ha sede a San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti) produce principalmente amplificatori per bassi - considerati l’alto di gamma della categoria e utilizzati non a caso da bassisti del calibro di Marcus Miller, Richard Bona ed Eric Gales - anche se da un paio d’anni a questa parte ha iniziato a diversificare le proprie linee sfornando bassi elettrici, corde per basso e contrabbasso, soluzioni audio professionali complete e una linea di amplificatori entry level (Blackline) per aggredire il segmento giovani e scuole.
Di fatto perché l’imprenditore eclettico che l’ha fondata e che la guida tutt’oggi, Marco De Virgiliis, tiene a definirsi un self-made man, un autodidatta che pretende di lavorare in assoluta autonomia, seguendo un istinto che fino a oggi ha pagato. Una ferma convinzione che, in nome dell’indipendenza, lo ha sempre portato a declinare le offerte di fondi d’investimento che di tanto in tanto lo hanno contattato proponendosi come partner finanziari in cambio di una quota sostanziosa dell’azienda.
Respinta al mittente anche la proposta di finanziare la crescita tramite bond strutturati dalle banche, «la scelta di guardare alla borsa come evoluzione naturale del nostro percorso è venuta di conseguenza», racconta l’imprenditore a Milano Finanza.
A Palazzo Mezzanotte Markbass approderà dopo aver chiuso un 2024 in linea con l’esercizio precedente: ricavi pressoché invariati a 12,18 milioni (ma nella prima metà del nuovo anno la progressione è del +12%), così come stabili risultano i costi della produzione, attorno a 11,8 milioni, mentre l’utile netto si è assottigliato da 0,79 a 0,56 milioni anche in ragione di imposte correnti quasi quadruplicate da un anno all’altro e la marginalità lorda e netta si è attestata rispettivamente a 16,3% e 9,5%.
Quanto allo stato patrimoniale, l’indebitamento finanziario è stato ridotto da 5,78 a 4,24 milioni e il patrimonio netto si è sensibilmente rafforzato a 2,32 milioni rispetto agli 1,78 milioni registrati a fine 2023. De Virgiliis ha scelto di quotare fino al 35% del capitale di Markbass, della quale continuerà pertanto a detenere il controllo.
L’azienda è stata valutata circa dieci milioni di euro dai due advisor finanziari che accompagnano il gruppo nella nuova avventura, vale a dire Banca Profilo e Illimity, quest’ultima passata nel frattempo sotto le insegne di Banca Ifis a seguito dell’opas conclusa nel luglio scorso.
Poiché tuttavia lo sbarco a Palazzo Mezzanotte avverrà in aumento di capitale, dovrebbe assicurare un tesoretto intorno a cinque milioni di euro. Risorse che, nei propositi dell’imprenditore, verranno reimpiegate lungo tre direttive: «Prima di tutto spingeremo per allargare rapidamente i nostri cataloghi prodotto, per continuare a mantenere il vantaggio competitivo che abbiamo in questo momento. Un’altra parte del ricavato la destineremo a ricerca e sviluppo, che deve aiutarci ad accelerare. Qualcosa destineremo infine anche all’m&a, fronte su cui sto già guardando qualche dossier».
L’azienda abruzzese distribuisce i prodotti in 80 Paesi, con un occhio di riguardo agli Stati Uniti, dove a breve sono attese importanti novità. «Avevamo un accordo di distribuzione in esclusiva con Guitar Center, principale catena del Paese con oltre 2 miliardi di ricavi annui, che ci ha permesso di crescere moltissimo. In seguito a una loro riorganizzazione interna non avremo più l’esclusiva e siamo pronti ad annunciare un accordo con un altro grande player del settore, specializzato questa volta nella distribuzione online, con un giro d’affari che anche in questo caso supera i due miliardi», conclude De Virgiliis. (riproduzione riservata)