Supercars: le 5 Ferrari più belle di sempre (e molto altro) in mostra al museo Enzo Ferrari di Modena
Il Museo Enzo Ferrari propone un’esposizione tematica diversa e coinvolgente per contenuti e modo di comunicarli, dedicata alle cinque supercar più significative del Cavallino dal 1984 a oggi
Cinque pezzi facili: Gentleman rende omaggio al titolo del film di Bob Rafelson con Jack Nicholson del 1970 per descrivere la mostra Supercars. Facili perché è facile vincere, con simili gioielli: le splendide Ferrari esposte nell’esposizione inaugurata come da tradizione il 18 febbraio, compleanno di Enzo Ferrari, al museo modenese che porta il suo nome, rappresentano un richiamo irresistibile per gli appassionati, anche solo degli ultimi quarant’anni di storia del Cavallino.

Supercars è un viaggio interattivo alla scoperta di documentazioni e segreti dei celebri modelli, estratti dagli archivi di Maranello. Percorso allestito con intenso impatto visivo, completamente rinnovato nell’esperienza e nei contenuti. Evento che offre la possibilità a pubblico e appassionati di ammirare i contenuti di un’area aziendale solitamente inaccessibile, consentendo di accedere all’Archivio Ferrari: patrimonio coltivato in modo lungimirante fin dalla fondazione dell’azienda nel 1947 e alimentato nel tempo. Scrigno di memorie, è custode silenzioso che racchiude le tracce indelebili del passato e svela in modo inedito il processo creativo che ha dato vita a capolavori automobilistici senza pari.
Oggi, questo tesoro nascosto è parzialmente svelato pubblico attraverso la digitalizzazione dei contenuti e l’interattività, permettendo ai visitatori del Museo Enzo Ferrari uno sguardo privilegiato sull’evoluzione dell’azienda che ha scritto pagine indimenticabili nella storia dell'automobilismo.

Le cinque supercar Ferrari esposte sono modelli rappresentativi della storia recente, pietre miliari per l’eccellenza prestazionale, stilistica ed emozionale ai massimi livelli. Quasi fuoriserie che incarnano i più elevati standard di ricerca tecnologica.
Esposte in cinque isole digitali interattive e polifunzionali, che invitano a scoprire i dettagli che ne hanno consentito lo sviluppo: una selezione di circa 2000 fotografie, video, disegni, documenti e pubblicazioni, oggi consultabili digitalmente.
Oltre all’esplorazione dell’archivio, la visita è resa dinamica grazie alla combinazione di una serie di esperienze tematiche e interattive che, per la prima volta ai Musei Ferrari, integrano nel percorso narrativo delle attività di carattere più ludico pensate sia per il pubblico adulto che per i bambini. Un viaggio nel tempo dinamico dagli anni 80 a oggi per rendere l’esperienza sempre più coinvolgente.
Le cinque protagoniste dell’allestimento sono affiancate da modelli preparatori e da successive versioni «Evo» delle stesse, non tutte note. Le top five degli ultimi 40 anni del Cavallino sono, in ordine cronologico.

Ferrari 288 (conosciuta come «GTO») del 1984, prima granturismo in serie limitata derivato dall’esperienza delle competizioni, prima stradale con motore V8 da competizione. Pensata per le corse, per cambi di regolamenti non ebbe un campionato in cui gareggiare. Ma alla presentazione al Salone di Ginevra il successo è tale che i 200 esemplari previsti devono essere portati a 272 per accontentare i clienti affezionati e i personaggi celebri che la vogliono.
Modello che esalta lo spirito della purezza del design della carrozzeria Pininfarina, con il richiamo storico alla 250 GTO dei primi anni 60: le tre fenditure laterali per evacuare l’aria di raffreddamento, accompagnato dalla sinfonia dei 400 cavalli del motore biturbo di 2855 cc.

Ferrari F40 del 1987 appartiene alla leggenda del Cavallino. Presentata per i 40 anni del marchio, è una berlinetta aggressiva, quasi insolente nel mostrare potenza e cattiveria. Disegnata da Pininfarina senza riserve nel mostrare la destinazione alle competizioni, con esibizione di forme funzionali alla missione, come i materiali compositi utilizzati. Mentre il frontale appare allineato allo scopo, l’esaltazione dello stile è in coda: capolavoro di purezza rombante con l’aerodinamica che primeggia.
Ultima vettura presentata da Enzo Ferrari in persona, detiene a lungo il primato di velocità per auto di serie con 324 km/h (superati effettivamente in diversi test), mentre è imbattuto il record dei personaggi che vogliono averla, diversi dei quali per rivendere istantaneamente (o quasi) l’ordine a cifre notevolmente maggiorate o addirittura raddoppiate, nonostante ne siano stati prodotti 1311 esemplari.
Ferrari F50 del 1995 è, per definizione del costruttore, «il punto di incontro più alto fra una monoposto e una granturismo, dove l’estetica è al servizio dell’aerodinamica». Costruita in 349 esemplari in due anni, celebra i 50 anni della Ferrari: monta un 12 cilindri derivato dalla Formula 1 ed ha carrozzeria apribile per passare a configurazione scoperta. Con scocca costruita interamente in materiali compositi che pesa solo 102 kg, è una vettura senza compromessi, senza servosterzo, servofreno e tantomeno Abs, con aerodinamica da corsa. Motore V12 di ben 4698 cc da 520 cavalli a 8500 giri, bialbero con cinque valvole per cilindro per prestazioni assolute.
L’azienda impegnò gli acquirenti a tenerla almeno due anni, e non furono venduti più di un’auto anche ai migliori richiedenti, per evitare le speculazioni di F40.
Ferrari Enzo (denominazione estesa «Ferrari Enzo Ferrari», ma avrebbe dovuto chiamarsi F60) del 2002 rappresenta l’estrema sintesi tecnologica in omaggio al fondatore del Cavallino nell’anno del dominio in Formula 1. Prodotta in 400 unità in un biennio (contro le 349 previste e promesse), fu assegnata direttamente dalla Ferrari a clienti a sua scelta. Motore V12 di sei litri, con 660 cavalli, montato su una struttura derivata ai progetti per le F1, raggiunge i 350 km/h: la vettura di serie più veloce del tempo. Il progetto darà vita, successivamente, a Maserati MC12, Ferrari FXX e FXX Evo.
La Ferrari del 2013 ha il primato del nome non certo gradevole: si narra che quando lo azzardò l’allora boss Montezemolo, tutti pensavano scherzasse ma nessuno osò contraddirlo. È la prima Ferrari stradale più vicina a un’auto da corsa, la prima con motorizzazione ibrida Hy-Kers: è disegnata dal centro interno del marchio, diretto da Flavio Manzoni. Prodotta in 500 unità più 210 «Aperta», esprime grinta, carattere e stile.
Motore V12 di 6262 cc con 800 cavalli più 163 da modulo ibrido, per scattare da 0 a 100 in meno di tre secondi.
Ferrari F80 del 2024, quinta sinfonia delle supercar in mostra, esibisce i pezzi che rappresentano il processo evolutivo che anticipa la finalizzazione di un modello. Dai prototipo pre-serie fino all’ultimo modello di stile, elementi che comporranno l’archivio di domani, per alimentare lo straordinario patrimonio dell’Archivio Ferrari.
Programmata in 799 esemplari, celebra con il nome gli 80 anni della Ferrari. Ha motore biturbo V6 di 3 litri con 900 cavalli, più tre motori elettrici, raggiungendo teoricamente i 1200 cavalli di picco, e realizzando la trazione integrale.
Il successo del sistema museale Ferrari, tra Maranello e Modena è crescente: nel 2024 è stato stabilito un nuovo record di visite con oltre 850 mila visitatori. La mostra Supercars al Museo Enzo Ferrari di Modena è aperta fino al 16 febbraio 2026. (Riproduzione riservata)
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