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Stm batte le attese nel terzo trimestre. Ma il titolo cade (-14%) in borsa: ecco perché
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Stm batte le attese nel terzo trimestre. Ma il titolo cade (-14%) in borsa: ecco perché

23 ottobre 2025, 08:46 Ultimo aggiornamento: 17:53

Stm chiude il trimestre con ricavi a 3,187 miliardi di dollari, in calo del 2% anno su anno, un margine lordo al 33,2% e un utile di 237 milioni (-32,3%). Investimenti 2025 ridotti sotto 2 miliardi. Proposta la nomina Varricchio e Bellezza nel Consiglio di sorveglianza. Barclays la più severa: conferma underweight

Le priorità strategiche di STMicroelectronics sono chiare: accelerare l'innovazione, ridisegnare la struttura produttiva, ridimensionare la base dei costi, che procede secondo i piani e dovrebbe garantire i risparmi previsti, e rafforzare la generazione di free cash flow. Così l'amministratore delegato del gruppo italo francese, Jean-Marc Chery, commentando i risultati del terzo trimestre del 2025.

Investimenti 2025 ridotti sotto 2 miliardi  dollari

Per ottimizzare gli investimenti, ha sottolineato il ceo, «abbiamo ridotto il nostro piano di spese nette in conto capitale, che ora è leggermente inferiore a 2 miliardi di dollari per il 2025». Nel secondo trimestre di quest’anno non erano state date indicazioni sulle spese in conto capitale per il 2025, mentre alla fine primo trimestre erano state indicate tra 2 e 2,3 miliardi di dollari.

In ogni caso, ha sottolineato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il governo è riuscito a ottenere da Stm che confermasse gli investimenti significativi in Italia, a cominciare da quelli nell'Etna Valley, oltre 5 miliardi per realizzare la fabbrica a ciclo integrato, la più avanzata in Europa, «e altri investimenti nel polo di Agrate evitando ogni forma di licenziamento», ha detto Urso.

Per quanto riguarda i conti, i ricavi nel terzo trimestre «sono stati leggermente al di sopra del punto intermedio delle nostre previsioni sulle attività, con ricavi più elevati per Personal Electronics, mentre i risultati di Automotive e Industrial hanno rispettato le previsioni e quelli di Cecp (Communication Equipment and Computer Peripherals) sono stati sostanzialmente in linea con le attese», ha precisato Chery, spiegando che il margine lordo «è stato leggermente inferiore al punto intermedio delle nostre previsioni sulle attività, a causa principalmente del mix di prodotto all'interno dei settori Automotive e Industrial».

Utile e ricavi sopra le attese

Più in dettaglio, Stm ha chiuso il trimestre con ricavi pari a 3,187 miliardi di dollari, in calo del 2% anno su anno, e un rapporto book-to-bill (ordini su fatturato) superiore a uno («Automotive al di sopra della parità e Industrial alla parità», ha detto l’ad), un margine lordo al 33,2% (-460 punti base; al 5,6% quello operativo, -610 punti base), quando il consenso degli analisti lo vedeva al 33,6%, e un utile netto di 237 milioni (0,26 dollari per azione), in contrazione del 32,3% rispetto allo stesso periodo del 2024 (351 milioni, 0,37 dollari per azione), dopo spese in conto capitale per 401 milioni (565 milioni nel terzo trimestre del 2024). 

Il consenso degli analisti si aspettava utile e ricavi più bassi, rispettivamente a 191 milioni e a 3,174 miliardi. Il free cash flow è risultato positivo per 130 milioni, in leggero calo rispetto ai 136 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.

Nel  trimestre Stm ha distribuito dividendi ai suoi azionisti per 81 milioni e ha riacquistato azioni proprie per 91 milioni nell'ambito del programma di buyback attualmente in corso. A fine settembre  l’indebitamento finanziario era pari a 2,17 miliardi. 

A fine 2025 attesi ricavi a 11,75 miliardi

Guardando avanti, la guidance per il quarto trimestre, ai valori intermedi, è di ricavi per 3,28 miliardi, pari a un aumento del 2,9% su base sequenziale, più o meno 350 punti base, e di un margine lordo del 35%, più o meno 200 punti base, «compresi circa 290 punti base di oneri da sottoutilizzo della capacità produttiva», ha precisato Chery. Una previsione che si basa su un tasso di cambio di 1,15 dollari per 1 euro e include l'impatto dei contratti di hedging, non l’impatto di potenziali ulteriori variazioni dei dazi commerciali rispetto alla situazione attuale.

Il tutto si traduce in ricavi per l’intero esercizio 2025 per 11,75 miliardi. Questo valore rappresenta un aumento del 22,4% nel secondo semestre rispetto al primo, confermando i segnali di ripresa del mercato. Il margine lordo è previsto intorno al 33,8%.

L’ad ha, quindi, assicurato che «siamo sulla strada giusta per migliorare il nostro margine lordo nel medio termine attraverso la riduzione dei costi di capacità inutilizzata, la riorganizzazione della nostra impronta produttiva e il miglioramento del mix di prodotti». Al momento il top manager non vede «ragioni specifiche» perché nel 2026 «non ci sia la tradizionale stagionalità del primo trimestre dell'anno rispetto al quarto trimestre» dell'esercizio precedente, «così come l'usuale stagionalità di crescita del secondo semestre rispetto al primo».

Proposta nomina Varricchio e Bellezza nel Consiglio di sorveglianza

Il cda di Stm ha anche annunciato che il 18 dicembre si terrà ad Amsterdam un'assemblea generale straordinaria degli azionisti del gruppo a cui verranno proposte la nomina di Armando Varricchio a membro del Consiglio di sorveglianza, per un mandato che scadrà alla fine dell'assemblea generale 2028, in sostituzione di Maurizio Tamagnini, che ha rassegnato le dimissioni dal Consiglio di sorveglianza a marzo, e di Orio Bellezza a membro dello stesso, per un mandato che scadrà sempre alla fine dell'assemblea generale 2028 e in sostituzione di Paolo Visca, che ha rassegnato le dimissioni a ottobre.

Gli analisti

«STMicroelectronics ha presentato numeri trimestrali allineati al quadro atteso a livello operativo, con ricavi a 3,20 miliardi in linea con le attese», commenta Equita. «La composizione per end-market segnala Personal Electronics sopra le attese, +35% trimestre su trimestre, mentre Auto, +10% trimestre su trimestre, Industrial, +8% trimesre su trimestre, e Communications, +12% trimestre su trimestre, risultano coerenti con il quadro delineato dal management, che indica un book-to-bill oltre 1», aggiunge la sim.

Sul margine lordo, osserva ancora Equita, hanno pesato il mix intra-settoriale in auto/industrial e la scelta di ridurre le scorte (a 135 giorni, scorte a 3,17 miliardi da 3,27 miliardi). «La guidance del quarto trimestre del 2025 è sostanzialmente allineata alle nostre attese, leggermente sotto al consenso come fatturato», indica Equita, notando che comunque l’outlook sul quarto trimestre conferma un buon miglioramento sequenziale del margine lordo (35%) pur con ricavi leggermente inferiori: «-0,6% rispetto alle nostre stime, -2% rispetto al consenso. Riteniamo che il trend dei margini fornisca più visibilità alla progressione che incorporiamo per il 2026: la nostra stima è al 37,3%, quella del consenso al 36,8%, mentre le stime di fatturato nostre, +15%, e del consenso, +13%, sul 2026 appaiono solo parzialmente visibili alla luce dei messaggi più cauti dei concorrenti soprattutto sulla parte più ciclica, quindi auto/industriale. Per cui non vediamo spazio per un re-rating del titolo in borsa da questi livelli: multiplo p/e 2026 di 22 volte».

Equita ha un rating hold e un target price a 24 euro su Stm. Come Banca Akros (rating neutral e target price a 24,50 euro) secondo cui i risultati del terzo trimestre hanno evidenziato ricavi leggermente superiori al punto medio delle previsioni dell’azienda e del consenso, mentre il margine lordo è stato leggermente inferiore alle attese (33,2% vs 33,5%) a causa del mix di prodotto nei settori Automotive e Industrial.

Ma anche l’ebit a 180 milioni è stato del 10% inferiore alle attese (199 la stima del consenso), però include una svalutazione di 37 milioni, oneri di ristrutturazione e altri costi; al netto di questi elementi, sarebbe stato dell’8% superiore. A deludere di più Banca Akros è stata la crescita inferiore alle aspettative nel quarto trimestre del 2025 con i ricavi attesi intorno a 3,28 miliardi, solo +2,9% trimestre su trimestre contro un consenso a +5% (3,34 miliardi) anche a causa di vendite minori a un cliente importante che produce veicoli elettrici (Tesla? a cui STM fornisce chip di potenza in carburo di silicio).

Meglio il margine lordo previsto intorno al 35% (consenso 34,9%). «Stimiamo che le previsioni del quarto trimestre comportino una revisione negativa del 2% delle stime del consenso per le vendite e il margine lordo», avverte Banca Akros. «Le previsioni di STM non dovrebbero rappresentare un fattore negativo aggiuntivo, visto che aveva già indicato una stagionalità inferiore alla norma per il quarto trimestre del 2025. Tuttavia, segnaliamo un probabile rallentamento del momentum commerciale nel primo semestre del 2026 a causa del taglio degli investimenti. Confermiamo rating e target price sull’azione».

Anche Barclays parla di previsioni sui ricavi basse, il che ha deluso il mercato. Inoltre, il settore industriale potrebbe avere una ripresa irregolare. «Riteniamo che il mancato raggiungimento delle previsioni sui ricavi non includa alcun potenziale rialzo dei ricavi nel 2026, il che aumenta l’incertezza sulla forma della ripresa nel settore industriale, un potenziale motore di crescita chiave per STM nel 2026», precisa Barclays. Quanto alle scorte sono state ridotte «come sperato e i maggiori costi per sotto-utilizzo nel quarto trimestre potrebbero aiutare a gestirle meglio del previsto. L’azione sta scontando una ripresa significativa nel 2026 e nel 2027 perché altrimenti sembrerebbe costosa. Confermiamo il rating underweight e il target price a 22 euro».

Gabriel Debach, market analyst di eToro, si chiede se questa normalizzazione operativa basti a rimettere in moto una narrazione di crescita. «La risposta, almeno per ora, è no. Perché», spiega l’esperto di eToro, «il mercato non valuta la puntualità, valuta la trazione. E se nel secondo trimestre si era bruciata in un giorno la pazienza accumulata in un anno, con 4 miliardi di capitalizzazione svaniti e un -16,3% che ha lasciato il titolo fuori dalla top 10 del Ftse Mib, i dati del terzo trimestre dell’anno non ha ancora mostrato il segnale opposto. Il titolo è ancora sotto i livelli di fine giugno. E non per disattenzione. Ma per carenza di leva».

L’impressione è che STMicroelectronics stia ricalibrando la propria traiettoria, non tanto per abbandonare la destinazione a lungo termine (18 miliardi di ricavi al 2027/2028, margine lordo al 44-46% e operativo al 22%), «ma per ammettere che la salita sarà forse più lunga. E soprattutto, forse più lenta», sostiene Debach. Dunque, è sul quarto trimestre si gioca la prossima mano: l’azienda prevede un’ulteriore crescita sequenziale dei ricavi, +2,9%, e un primo segnale di ripresa del margine lordo, atteso al 35%. «Sarebbe un cambio di passo, se confermato. Ma non basta più sfiorare i target: serve coerenza, serve consolidamento, serve, ancora una volta, esecuzione. Finché il margine resta immobile, finché la leva operativa non si attiva, finché il free cash flow non diventa costante», conclude Debach, «il mercato continuerà a osservare. Non a inseguire. STM resta un’opzione sul 2027».

Il titolo in borsa

L’azione Stm è caduta a Piazza Affari il 23 ottobre in chiusura del 14,12% a 21,90 euro, il minimo intraday. Negli ultimi tre mesi ha perso il 5% del suo valore, mentre in un anno ha guadagnato il 5,7%. (riproduzione riservata)



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