Avvio di settimana brillante per Stellantis, che a Piazza Affari su un Ftse Mib piatto mette a segno un rialzo del 2,6% nelle prime battute di lunedì 6 ottobre, confermando la scia positiva della settimana precedente.
Il titolo beneficia delle indiscrezioni diffuse da Bloomberg durante il fine settimana, secondo cui il gruppo automobilistico starebbe preparando un piano di investimenti fino a 10 miliardi di dollari negli Stati Uniti, il mercato più importante per la società.
Secondo le fonti citate, Stellantis potrebbe annunciare già nelle prossime settimane un nuovo pacchetto da 5 miliardi di dollari, che si andrebbe ad aggiungere ai 5 miliardi già previsti in precedenza. Le risorse dovrebbero essere distribuite su più anni e destinate in larga parte alla modernizzazione degli impianti produttivi, con riaperture di siti, nuove assunzioni e l’introduzione di modelli inediti. Tra gli Stati interessati figurano Illinois e Michigan, aree storicamente molto legate all’industria automobilistica americana.
L’iniziativa, non ancora ufficialmente confermata, sarebbe un primo passo concreto verso la riorganizzazione complessiva del gruppo, che culminerà con la presentazione del nuovo piano industriale - atteso entro il primo trimestre del 2026 -su cui è già al lavoro l’amministratore delegato Antonio Filosa.
Stellantis sarebbe intenzionata a rilanciare i marchi storici americani, in particolare Jeep e Dodge, valutando anche un rinnovato impegno sul brand Chrysler. Tra le ipotesi allo studio, una nuova muscle car Dodge V-8 e il rilancio dello stabilimento inattivo di Belvidere (Illinois), dove potrebbero tornare al lavoro circa 1.500 operai per la produzione di un nuovo pick-up Ram.
Queste mosse si inserirebbero in un contesto di forte revisione strategica dopo gli anni della gestione di Carlos Tavares, che aveva spinto la produzione verso Paesi a basso costo come il Messico, e puntato grossa parte degli investimenti sull’elettrificazione in Europa, un mercato storicamente meno redditizio e che sulle auto a batteria non ha dato le risposte attese, tant’è che tanti modelli inizialmente previsti soltanto Bev vengono e verranno realizzati anche con motore termico, con conseguenti ritardi nello sviluppo. Come ad esempio sta accadendo per i modelli Alfa Romeo assegnati allo stabilimento italiano di Cassino.
Il rafforzamento della presenza americana arriva anche in un momento, come noto, di forti tensioni commerciali, con l’amministrazione Trump e i dazi fino al 25% sui pick-up prodotti in Messico. Stellantis avrebbe fatto pressione per ottenere una revisione della misura, che colpirebbe direttamente i modelli Ram di media cilindrata.
Nel frattempo Filosa sta ridisegnando la mappa degli investimenti globali del gruppo, tagliando progetti non strategici, soprattutto in Europa: ha già chiuso la joint venture per veicoli a idrogeno con Michelin e Forvia e, sempre secondo indiscrezioni di Bloomberg, starebbe valutando la cessione di Free2move, la società di Stellantis dedicata al car sharing che fatica a essere profittevole. (riproduzione riservata)