skin track
Stellantis, Berenberg scommette sul ritorno all’utile nel 2026 e alza il target price
Mercati Azionari Leggi dopo

Stellantis, Berenberg scommette sul ritorno all’utile nel 2026 e alza il target price

19 settembre 2025, 10:21 Ultimo aggiornamento: 18:07

Berenberg ammette che la ripresa degli utili di Stellantis potrebbe richiedere tempo (attesa una perdita netta di 848 milioni nel 2025), ma il sentiment sta migliorando, soprattutto negli Stati Uniti. Tre le top picks nel settore auto europeo

Il titolo Stellantis ha sovraperformato il mercato in scia alla promozione di Berenberg. L’azione ha registrato in chiusura un +0,56% a 8,447 euro, dopo un balzo fino a 8,813 euro, contro un +0,01% dell’indice Ftse Mib. Il broker ha confermato la raccomandazione buy, ma ha aumentato il target price.

Ritorno all’utile nel 2026

Berenberg ammette che la ripresa degli utili di Stellantis potrebbe richiedere tempo (attesa una perdita netta di 848 milioni nel 2025, dall’utile di 5,47 miliardi del 2024, la svolta nel 2026 con un utile di 4,259 miliardi e di 5,942 miliardi nel 2027) e che la seconda metà del 2025 potrebbe essere ancora influenzata da ulteriori elementi straordinari o svalutazioni (eps 2025 tagliato del 16,3% a -0,51 euro per azione), ma il sentiment sta chiaramente migliorando anche grazie a una situazione delle scorte decisamente migliore negli Stati Uniti e a una pipeline di prodotti favorevole.

Risolti i problemi delle scorte in Usa

Stellantis ha recentemente fornito commenti costruttivi sulla situazione delle scorte negli Stati Uniti, descrivendola di «buona qualità», con i modelli degli anni precedenti ormai completamente smaltiti. Quindi, «prevediamo un miglioramento dei volumi negli Usa grazie ai nuovi lanci di prodotto, in particolare nei segmenti «white space» dai quali l’azienda era precedentemente uscita ma nei quali sta ora rientrando con modelli più competitivi, ad esempio Jeep Cherokee, V8-Ram 1500, Dodge Ice», spiega Berenberg.

Negli ultimi quattro anni Stellantis ha perso circa 400 punti base di quota di mercato negli States, perlopiù perché ha deciso di ridurre o abbandonare segmenti chiave (Suv di medie dimensioni, pick-up a motore termico di grossa cilindrata). Recuperarne la metà porterebbe i volumi Usa a +20%. Inoltre, i dazi dell’amministrazione Trump hanno avuto un impatto piuttosto limitato nel primo semestre del 2025, pari a circa 330 milioni di euro, ma si prevede un impatto negativo di 1,2 miliardi di euro nella seconda metà dell’esercizio. Comunque, Berenberg nota che gli impianti statunitensi di Stellantis operano con un tasso di utilizzo della capacità del 55% circa, lasciando ampio spazio a un potenziale trasferimento parziale della produzione dal Messico agli Usa.

In Europa le sfide restano

Invece, in Europa le pressioni competitive restano elevate con Stellantis che ha continuato a sottoperformare in termini di immatricolazioni di auto durante l’estate. Ciò è in parte dovuto a un ramp-up più lento della piattaforma Stellantis-Smart, dedicata ai nuovi prodotti del segmento B. Tuttavia, nota Berenberg, la situazione sta migliorando gradualmente e la disponibilità dovrebbe migliorare in maniera tangibile nel 2026.

Un approccio più pragmatico da parte della Commissione Europea sulla regolamentazione delle emissioni, che ha alleggerito le pressioni nel breve termine in materia di conformità, così come una maggior apertura silenziosa della Commissione Ue a un approccio regolatorio più flessibile per le auto di piccole dimensioni, rappresentano ulteriori fattori positivi.

Berenberg si aspetta un miglioramento nella seconda metà del 2025

Certo, il punto di partenza è basso: nel primo semestre del 2025, l’utile operativo rettificato di Stellantis ha appena raggiunto il pareggio e anche il free cash flow è risultato negativo per 3 miliardi di euro. Detto ciò, «prevediamo un miglioramento sequenziale nella seconda metà di quest’anno e oltre, supportato dai lanci dei nuovi modelli. Questi dovrebbero contribuire a ripristinare i volumi, generando una buona leva operativa», prevede Berenberg.

I punti di forza fondamentali di Stellantis restano, intatti, la scala forte, i vantaggi sui costi che ne derivano e la capacità di produrre volumi elevati su piattaforme multi-energia altamente modulari. Con il percorso di ripresa (da una base bassa) ormai avviato, e il ciclo di revisioni al ribasso degli utili probabilmente vicino alla fine, la valutazione appare nuovamente interessante. Infatti, l’azione Stellantis tratta a 5,3 volte il multiplo prezzo/utile al 2026, secondo le stime di Berenberg, rispetto alla media dei concorrenti Oem di 5,8 volte.

Gli utili del settore auto torneranno a crescere nel 2026

Nel complesso, a livello di settore auto europeo, il ciclo di revisioni al ribasso degli utili degli Oem sembra avviarsi verso la fine dopo l’impatto dei dazi Usa e delle ristrutturazioni viste nel primo semestre del 2025. «Ci aspettiamo che gli utili per azione del settore tornino a crescere nel 2026, dopo tre anni consecutivi di cali, trainati dal forte momentum a livello di prodotto e dal graduale superamento delle pressioni dei dazi. Inoltre, «le svalutazioni pesanti e gli oneri di ristrutturazione registrati nel primo semestre del 2025:  13 miliardi di euro per gli Oem sotto la nostra copertura creano una base di confronto favorevole, sostenendo ulteriormente il rimbalzo degli eps nel 2026», precisa Berenberg.

Tre top picks: Bmw, Ferrari, Renault

In un’ottica di investimento la tedesca Bmw (buy e target price a 93 euro) resta strutturalmente solida, grazie al suo vantaggio rilevante nella gestione del ciclo dei veicoli elettrici a batteria, che tende a comprimere i margini. In più a differenza della maggior parte degli altri costruttori ha già superato in modo credibile il picco di spese in ricerca e sviluppo e in investimenti. Questo dovrebbe sostenere i margini e la generazione di cassa nel 2026.

Ferrari (buy e target price a 484 euro) è un «compounder» di alta qualità, simile al lusso, e benché le aspettative di lungo termine siano elevate in vista del Capital Markets Day del 9 ottobre, «riteniamo che vi sia un potenziale upside rispetto alle stime del consenso per il 2026/2027, grazie al prezzo/mix sottovalutato», spiega Berenberg.

Renault (buy e target price rivisto da 48 a 45 euro) resta interessante a 4 volte il p/e, con margini da leader del settore, sostenuta da una gamma competitiva di prodotti. 

Volkswagen (buy e target price rivisto da 112 a 113 euro): i progressi nei brand core sono già visibili, mentre Audi dovrebbe beneficiare del boom di lanci di prodotto nel 2026. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)