Nel 2024 l’utile di Stellantis crolla del 70% e anche molti altri indicatori, compresi i margini e fino ad arrivare al dividendo, sono in forte calo. Ma si tratta di risultati di bilancio «coerenti con la guidance aggiornata fornita a settembre», spiega la società, che prevede «un ritorno alla crescita profittevole e a una generazione di cassa positiva nel 2025».
I ricavi netti hanno raggiunto i 156,9 miliardi di euro, registrando una riduzione del 17% rispetto al 2023. Questo calo è stato determinato da una diminuzione del 12% nelle consegne consolidate, un fenomeno attribuibile a gap temporanei nella gamma prodotti e all'implementazione di strategie di riduzione delle scorte, ormai completate. L’utile netto si è attestato a 5,5 miliardi, con un calo del 70%, mentre l'utile operativo rettificato è stato pari a 8,6 miliardi di euro, con una contrazione del 64% e un margine del 5,5% (si era attestato al 12,8% nel 2023).
Il flusso di cassa industriale ha registrato un valore negativo di 6 miliardi di euro, risentendo della riduzione dell'utile e dell'impatto temporaneo del capitale circolante legato agli adeguamenti produttivi. Al 31 dicembre 2024, le scorte totali sono diminuite del 18%, con una riduzione di 268 mila unità rispetto all'anno precedente. In particolare, le scorte dei concessionari statunitensi sono scese del 20%, raggiungendo le 304 mila unità e superando l'obiettivo di 330 mila unità, ma le conseguenze si sono fatte sentire.
Se in Europa le consegne sono diminuite dell’8%, con un calo dei ricavi dell’11% e un utile operativo rettificato sceso del 63% (e margine giù dal 9,8 al 4,1%), il problema vero è stato il Nord America, tradizionalmente la gallina dalle uova d’oro di Stellantis. Lì le consegne sono scese del 25%, mentre l’utile operativo rettificato è diminuito dell’80% da 13,3 a 2,7 miliardi e i margini si sono ridotti addirittura di 1.120 punti base, crollando dal 15,4% del 2023 al 4,2% dello scorso anno. Restando sul fronte finanziario, la liquidità disponibile nel settore industriale si è attestata a 49,5 miliardi, con una posizione finanziaria netta industriale di 15,1 miliardi. Il cda ha proposto per il 2025 un dividendo di 0,68 euro per azione ordinaria, pari a un rendimento del 5%, in attesa dell'approvazione degli azionisti. Nel 2024 la cedola era stata di 1,55 euro per azione (+16% sul 2023).