Stellantis accelera sul rilancio negli Stati Uniti con il più grande investimento mai realizzato dal gruppo nella sua storia in America. Un modo per rispondere anche al crescente pressing da parte del presidente Usa Donald Trump sulle società affinché investano e riportino le loro produzioni sul territorio americano.
Il gruppo automobilistico guidato da Antonio Filosa ha annunciato nella serata di martedì 14 un piano da 13 miliardi di dollari in quattro anni per potenziare la capacità produttiva nazionale, introdurre cinque nuovi modelli e avviare 19 iniziative di prodotto entro il 2029. Una capacità produttiva di cui si occuperà uno dei «Marchionne Boy» appena richiamati dentro Stellantis da Filosa, ovvero il nuovo capo della produzione in Nord America, l’italiano Mauro Pino.
L’obiettivo è incrementare del 50% la produzione di veicoli finiti negli Stati Uniti e rafforzare la competitività dei marchi del gruppo in uno dei mercati più strategici a livello globale. L’iniziativa porterà alla creazione di oltre 5.000 nuovi posti di lavoro negli stabilimenti in Illinois, Ohio, Michigan e Indiana, toccando i poli chiave della produzione Stellantis nel Paese.
«Questo investimento - il più grande mai realizzato da Stellantis negli Stati Uniti - stimolerà la nostra crescita, rafforzerà i nostri impianti produttivi e porterà più posti di lavoro americani negli Stati che consideriamo la nostra casa», spiega il ceo Antonio Filosa. «Mentre ci prepariamo ai prossimi 100 anni, ampliamo la nostra gamma e offriamo ai clienti la libertà di scegliere i prodotti che desiderano e amano».
In un breve video su LinkedIn Filosa aggiunge che «accelerare la crescita negli Usa è una delle mie priorità fin dal primo giorno» e il motivo è semplice: «Perché il successo in America non è positivo solo per Stellantis in America ma lo è per tutta Stellantis» perché è da lì che sono sempre arrivati i maggiori profitti.
In Illinois Stellantis riapre Belvidere con due nuovi modelli Jeep. Oltre 600 milioni di dollari saranno destinati alla riapertura dello stabilimento dell’impianto che produrrà le nuove Jeep Cherokee e Jeep Compass. L’avvio della produzione è previsto per il 2027 e comporterà circa 3.300 nuovi posti di lavoro.
A Toledo, in Ohio, Stellantis investirà circa 400 milioni di dollari per assemblare un pick-up di medie dimensioni, affiancando la produzione dei modelli Jeep Wrangler e Gladiator. Il progetto, che inizierà nel 2028, creerà oltre 900 nuovi posti di lavoro. Previsti anche investimenti aggiuntivi nel Toledo Machining Plant per aggiornare tecnologie e componenti produttivi.
Nel Warren Truck Assembly Plant, in Michigan, Stellantis investirà circa 100 milioni di dollari per produrre un Suv full-size disponibile sia in versione elettrica a autonomia estesa sia con motore termico. L’avvio è previsto nel 2028, con la creazione di 900 nuovi posti di lavoro.
A Detroit, saranno invece investiti 130 milioni di dollari per la prossima generazione della Dodge Durango, la cui produzione inizierà nel 2029. E a Kokomo, in Indiana, lo stabilimento produrrà dal 2026 il nuovo motore GMET4 EVO, con un investimento di oltre 100 milioni di dollari e la creazione di più di 100 posti di lavoro.
Negli Stati Uniti, Stellantis conta 34 impianti produttivi, centri di ricerca e distribuzione in 14 Stati, con 48.000 dipendenti e una rete di 2.600 concessionari e 2.300 fornitori.
Il piano da 13 miliardi include anche i costi di ricerca, sviluppo e fornitori legati alla strategia di prodotto per il prossimo quadriennio e si aggiunge alle iniziative già annunciate nel gennaio 2025. (riproduzione riservata)