La nuova Fiat 500 ibrida sostiene con forza il rilancio produttivo di Stellantis a Mirafiori. Ma i volumi del 2026 potrebbero essere inferiori alle attese iniziali. Secondo quanto risulta a Milano Finanza da più fonti a conoscenza delle dinamiche di produzione, l’impianto torinese assemblerà quest’anno al massimo attorno alle 85 mila Fiat 500 tra ibride ed elettriche, quasi il 30% in meno rispetto alle 120 mila unità stimate lo scorso anno, ovvero 100 mila ibride e circa 20 mila Bev.
«Il numero di 100 mila ibride stimato è eccessivo», spiega a Milano Finanza una prima fonte a conoscenza della questione. «Il secondo turno partirà entro il mese prossimo ma ora è più corretto stimare 85 mila unità totali, comprese le Bev che saranno un numero molto ridotto rispetto alle ibride».
La salita produttiva della 500 ibrida «avviene senza particolari criticità, a parte un guasto tecnico-informatico sulle linee a inizio febbraio, e il percorso verso il secondo turno procede», spiega una seconda fonte, che, citando simulazioni di cronoprogramma, aggiunge: «Serviranno però molte settimane prima di arrivare a pieno regime, anche per il progressivo ingresso di nuove risorse e perché Mirafiori non è più abituata da anni a ritmi elevati». E quindi, secondo la fonte, «considerando l’attuale ritmo produttivo e il tempo necessario a salire sopra le 400-450 unità al giorno, il gruppo rivedrà al ribasso le stime fatte lo scorso anno, a prescindere dall’andamento degli ordini».
Questa seconda fonte non collega direttamente una maggior prudenza nel cronoprogramma produttivo della nuova 500 ibrida alla necessità di Stellantis di dover gestire attentamente ogni singola voce di spesa dopo le recenti svalutazioni per oltre 22 miliardi, ma non esclude che ci possa essere «un legame». Una terza fonte aggiunge che «vendere, e quindi produrre, alcune migliaia di 500 ibride in meno potrebbe essere vantaggioso per Stellantis».
Le emissioni di Co2 di quel modello «non sono così basse, ovvero 117 grammi al chilometro». E considerando che per essere compliant alla normativa Ue il marchio Fiat nel triennio 2025-2027 deve rientrare nel target di 99,1 g/km, sul gruppo graverebbe una multa teorica per le 500 vendute in Europa. Di che cifre si parla? «Sono 95 euro per ogni grammo al chilometro oltre il limite per vettura venduta: 1.700 euro di sanzione su ogni singola 500. Se Stellantis producesse e vendesse 100 mila 500 ibride nel 2026, la multa sfonderebbe quota 170 milioni teorici».
Contattata da questo giornale, Stellantis, attraverso un portavoce, ribadisce comunque le previsioni dello scorso anno: «Con l’avvio del secondo turno a Mirafiori, su base annua confermiamo 120 mila Fiat 500 tra elettriche e ibride in totale flessibilità, perché è il cliente che decide quale 500 guidare».
Attualmente la produzione nello stabilimento torinese viaggia ancora su singolo turno. «In questa fase si producono tra 220 e 240 Fiat 500 ibride al giorno e 20-40 elettriche, che scorrono sulla stessa linea», spiega Gianni Mannori, responsabile Fiom a Mirafiori. «Il 31 gennaio è finita la cassa integrazione, consentendo nuovi ingressi da febbraio e di iniziare il secondo turno da metà marzo e questo è positivo», prosegue. «Ma sarà indispensabile assegnare in breve tempo almeno un altro modello di ampi volumi a Mirafiori e serve una seconda linea di produzione perché quella della 500 da sola non basta, dato che comunque al massimo può produrre circa 120 mila auto l’anno».
Dopo il corso di avviamento concluso il 13 febbraio, da lunedì 16, come comunicato da Stellantis, sono entrate in fabbrica le prime 80 nuove giovani risorse (24 anni l’età media) per sostenere la produzione della nuova 500 ibrida. Entro fine mese sono previsti altri 160 ingressi e complessivamente, tra Torino e altre sedi piemontesi (Verrone), saranno inserite oltre 430 persone, secondo quanto annunciato dal gruppo guidato da Antonio Filosa.
L’eventuale produzione annuale di 85 mila vetture a Mirafiori nel 2026 sarebbe comunque un deciso cambio di passo: tra 2024 e 2025 lo stabilimento ha assemblato rispettivamente 26 mila e 30 mila auto, includendo le Maserati poi trasferite a Modena, e per tornare sopra quota 80 mila bisogna risalire al 2023. Il rilancio produttivo promesso da Stellantis già da quest’anno in Italia, su cui conta anche il ministro delle Imprese Adolfo Urso, passa dunque dalla 500 ibrida, ma con volumi complessivi che potrebbero essere più contenuti rispetto alle attese iniziali.
Un ruolo importante per aumentare la produzione di auto in Italia nel corso del 2026 lo ha anche lo stabilimento di Melfi. Venerdì 20 però Stellantis si è vista costretta a stoppare l’attività produttiva dalle ore 6 alle 22 nell’impianto lucano a causa della mancanza di componenti, come riferito dal sindacato Ugl. È un problema frequente e, secondo gli analisti di Mediobanca Research, il nuovo stop a Melfi è «una notizia negativa per Stellantis, ma con un impatto limitato sul titolo». Nello stabilimento, ricordano gli esperti, il gruppo di Filosa «assembla i modelli DS8 e Jeep Compass basati sulla piattaforma Stla Medium e dovrebbe lanciare altri due modelli nel 2026». (riproduzione riservata)