Stellantis torna a volare in borsa. Il titolo del gruppo guidato da Antonio Filosa è balzato in vetta al Ftse Mib, con un rialzo di oltre il 7% a 8,72 euro la mattina di giovedì 2 ottobre. A spingere l’azione a Piazza Affari sono i dati di immatricolazione in Italia e negli Stati Uniti, in entrambe le aree superiori alle attese, l’ondata di giudizi positivi da parte degli analisti, e l’indiscrezione di Bloomberg secondo cui Stellantis sta valutando la cessione di Free2move, la sua divisione di car-sharing, nell’ambito del piano di rilancio guidato da Filosa. L’azienda ha contattato potenziali acquirenti, ma le trattative sono ancora in fase preliminare e non è certo che si concretizzino.
Filosa, in carica da maggio, punta a rifocalizzare Stellantis sulle aree più redditizie, soprattutto gli Stati Uniti, dopo le difficoltà registrate sotto la gestione dell’ex ceo Carlos Tavares. La revisione strategica, che potrebbe includere la dismissione di attività non profittevoli, sarà presentata agli investitori nel primo trimestre 2026.
Free2move, lanciata nel 2016 da Psa e ampliata con l’acquisizione di Share Now nel 2022, opera in città europee come Parigi, Madrid, Roma e Amsterdam, oltre che a Washington Dc. Il progetto era stato una scommessa importante di Tavares.
Nel terzo trimestre il gruppo ha registrato negli Stati Uniti un incremento delle vendite del 6,4% su base annua, a 324.825 veicoli, grazie soprattutto al contributo dei marchi Jeep (+11%) e Chrysler (+45%). Più contenuti i risultati per Fiat (+1,6%) e Dodge, mentre sono scese le consegne di Alfa Romeo (-21%) e Ram (-4,8%).
Jeff Kommor, responsabile vendite Usa, ha sottolineato che settembre è stato «il mese con la più alta quota di mercato negli Stati Uniti degli ultimi 15 mesi», aggiungendo che il gruppo punta a mantenere il momentum con il ritorno di modelli iconici come il Ram con motore V8, il nuovo Dodge Charger Scat Pack e il rinnovato Jeep Cherokee.
Secondo le elaborazioni di Motor Intelligence, Stellantis ha messo a segno un progresso del 13,5% anno su anno a settembre, meglio del mercato complessivo (+6,4%), pur rimanendo in calo nei primi nove mesi del 2025 (-7,8% contro +4,4% del settore).
Il gruppo guidata da Filosa ha brillato anche sul mercato italiano: a settembre le immatricolazioni sono cresciute del 15,5% a 33.946 unità, più di tre volte la media del mercato (+4,1%). In evidenza le performance di Fiat (+35,6%), Alfa Romeo (+38,9%) e dei marchi francesi Citroën/Ds (+157,6%).
Stellantis ha così conquistato una quota di mercato del 26,8%, in aumento rispetto al 24,1% di un anno fa. Nei primi nove mesi, tuttavia, il saldo resta negativo (-9,4% a 331.035 unità), con una market share al 28,3% (dal 30,3% del 2024).
I numeri hanno spinto gli analisti a rivedere le stime. Banca Akros, che già il 12 settembre aveva alzato il rating da neutral ad accumulate, ha ulteriormente migliorato la raccomandazione a buy, portando il target price da 9,5 a 10,5 euro per azione. La revisione è stata motivata dalla conferma che il gruppo sta effettivamente recuperando quote di mercato negli Stati Uniti, passate dal 12% di cinque anni fa al 7% attuale, ma con segnali di inversione.
Gli analisti di Intermonte parlano invece di dati «migliori delle attese sia in Nord America che nei principali Paesi europei», pur evidenziando alcuni punti critici: la crescita inferiore rispetto ai principali competitor (GM, Ford, Toyota e Hyundai hanno segnato incrementi tra l’8% e il 14%), il forte apporto del canale flotte (+22%), meno redditizio, e l’effetto temporaneo della fine degli incentivi.
Per Equita, il recupero nel secondo semestre era atteso, ma il contributo dei nuovi modelli – tra cui Fiat Grande Panda, Citroën C3, Peugeot 3008, Opel Frontera, Mokka e Jeep Cherokee – sarà ancora più evidente a partire dal quarto trimestre, quando inizieranno le consegne ai concessionari.
Il mercato sembra dunque tornare un po’ a premiare la strategia del gruppo, che soprattutto negli Usa punta a valorizzare i brand storici attraverso il rilancio di modelli iconici e motorizzazioni ibride o tradizionali, senza rinunciare al piano di elettrificazione. E per gli analisti, i dati di settembre aumentano la visibilità sulle stime 2026-2027, rendendo più credibile la possibilità di un recupero graduale della redditività e delle quote di mercato. (riproduzione riservata)