La debolezza di Stellantis dal punto di vista delle vendite prosegue anche nel 2025. Il gruppo guidato dal presidente John Elkann ha chiuso il primo trimestre di quest’anno con un calo del 9% nelle consegne globali, pari a circa 1,2 milioni di unità, secondo le stime preliminari rilasciate dalla società. Le flessioni più marcate si sono registrate in Nord America, dove le consegne sono crollate di un altro 20%, e in Europa allargata (-8%). I dati confermano anche le enormi difficoltà di Maserati: il brand di lusso italiano ha messo a segno un nuovo crollo del 48% nelle consegne mondiali.
La performance del Nord America, da sempre mercato strategico per Stellantis dal momento che è storicamente il più redditizio, è stata fortemente condizionata dalla riduzione produttiva causata da prolungate ferie aziendali a gennaio e dall’avvio delle versioni aggiornate dei truck pesanti Ram 2500 e 3500m spiega la società. Le consegne sono scese a 325 mila unità, in calo di 82 mila rispetto allo stesso periodo del 2024. Nonostante questo alcuni modelli di punta hanno mostrato segnali incoraggianti: Jeep Compass, Grand Cherokee e Ram 1500/2500 hanno tutti registrato una crescita superiore al 10% nelle vendite rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Il mese di marzo ha visto inoltre la raccolta ordini retail più alta dal luglio 2023, segno di un possibile cambio di passo per il trimestre successivo.
Le consegne nell’Europa allargata si sono attestate a 568 mila unità, in calo dell’8%. La flessione è attribuibile per due terzi all’assenza dei nuovi modelli di segmento A e B, che devono ancora sostituire le generazioni uscite di produzione nel primo semestre 2024, e per un terzo alla riduzione nei volumi dei veicoli commerciali leggeri (Lcv). Un segnale positivo arriva però dalla quota di mercato Ue30, salita al 17,3% (+1,9 punti percentuali rispetto al quarto trimestre 2024), grazie al lancio di nuovi modelli come Citroën C3 Aircross, Opel Frontera e Fiat Grande Panda. Stellantis punta molto su questi modelli, ma ad esempio la vettura a marchio italiano non viene ancora prodotta in serie in Serbia, a quanto pare anche a causa della carenza di componenti legati ai motori ibridi, come i cambi eDct.
Maserati ha consegnato solo 1.700 unità nel trimestre, registrando un crollo del 48% su base annua. Il dato sottolinea una fase particolarmente critica per il marchio del Tridente, che sconta la transizione verso modelli rinnovati e una domanda debole in segmenti di fascia alta. Il brand è stato affidato al ceo, Santo Ficili, (a capo anche di Alfa Romeo) e attende un piano di rilancio che dovrebbe essere comunicato entro giugno. Nel frattempo però il presidente Elkann ha deciso di affidarsi anche alla società di consulenza McKinsey per ragionare sul futuro di Maserati e Alfa dopo l’entrata in vigore dei dazi sulle auto imposti dal presidente Usa Donald Trump.
Il cosiddetto Terzo motore di Stellantis (che comprende Sud America, Medio Oriente e Africa e Cina-India e Asia Pacifico) ha segnato un progresso complessivo del 4% nelle consegne, con un aumento di 13 mila unità rispetto al primo trimestre 2024. Il Sud America si distingue con una crescita del 19%, trainata dalla forte domanda in Brasile e Argentina, che ha permesso al gruppo di mantenere la leadership regionale. Stellantis punta molto sui due Paesi sudamericani, come confermano gli investimenti messi in campo. All’opposto, in Medio Oriente e Africa le consegne sono crollate del 15%, penalizzate dalle restrizioni all’importazione in Algeria, Tunisia ed Egitto. Male anche la regione Asia-Pacifico (-20%), con solo 12 mila unità consegnate. (riproduzione riservata)