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Antonio Filosa, Stellantis
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Stellantis, consegne globali in crescita del 13% nel terzo trimestre: la spinta dal Nord America (+35%)

10 ottobre 2025, 08:05 Ultimo aggiornamento: 12:24

Il gruppo di Filosa mostra forti segnali di ripresa nel fondamentale mercato nordamericano. Crescita trainata anche da Europa e Medio Oriente-Africa. In aumento le consegne dei nuovi modelli su piattaforma Smart Car, soffre ancora Maserati

Stellantis chiude il terzo trimestre del 2025 con una solida crescita nelle consegne consolidate, stimate a 1,3 milioni di unità, in aumento del 13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha beneficiato in particolare della (fondamentale) ripresa del mercato nordamericano, ma segnali di crescita arrivano anche in Europa e nel Medio Oriente-Africa.

Secondo quanto comunicato dal gruppo dell’auto, il dato sulle consegne riflette i volumi di veicoli effettivamente distribuiti alla rete, ai concessionari o direttamente ai clienti finali e alle flotte, e rappresenta quindi un indicatore chiave dei ricavi. In scia ai dati, all’apertura degli scambi a Piazza Affari venerdì 18 il titolo Stellantis è balzato in vetta al Ftse Mib con guadagni superiori al 2%.

Nord America in forte ripresa (+35%)

La performance più brillante arriva dal Nord America, dove le consegne sono cresciute di circa 104 mila unità, pari a un aumento del 35% su base annua. Il miglioramento è legato alla normalizzazione delle scorte dopo le riduzioni dell’anno precedente e alle prime consegne del nuovo Ram 1500 con motore HEMI V-8, uno dei lanci più attesi del marchio.

Anche l’Europa cresce (+8%). Male Maserati

In Europa allargata le consegne del trimestre sono aumentate di circa 38 mila unità, un +8% rispetto al 2024. A trainare la crescita è stato l’avvio della produzione dei nuovi modelli su piattaforma Smart Car del segmento B: Citroën C3, Citroën C3 Aircross, Opel Frontera e soprattutto la Fiat Grande Panda prodotta nello stabilimento serbo di Kragujevac.

L’effetto positivo è stato in parte compensato dal calo nei veicoli commerciali leggeri (Lcv) e da minori volumi in alcuni mercati chiave. Per quanto riguarda invece le consegne globali di Maserati, che Stellantis numera a parte, il dato è ancora una volta negativo: -19% a 1.700 unità, 400 auto in meno rispetto alle 2.100 di un anno fa.

Medio Oriente e Africa in espansione

Nelle altre regioni, le consegne complessive sono salite di 10 mila unità (+3% su base annua), spinte in particolare dal Medio Oriente e Africa (+21%), dove la crescita è stata trainata dai progressi in Algeria, Turchia ed Egitto.

In Algeria, in particolare, Stellantis continua a beneficiare dell’espansione della produzione locale di modelli Fiat. «Lo stabilimento Fiat di Tafraoui, in Algeria, ha prodotto con orgoglio la sua prima Grande Panda completamente prodotta localmente», ha scritto nelle scorse ore su LinkedIn Samir Cherfan, il chief operating officer di Stellantis nella regione Middle East & Africa.

In flessione (-3%) il dato in Sud America

In Sud America, invece, si è registrata una lieve flessione del 3%, pari a 7 mila unità in meno, dovuta soprattutto a un confronto sfavorevole con il terzo trimestre 2024, quando il gruppo aveva recuperato i ritardi produttivi legati alle alluvioni nel Rio Grande do Sul (Brasile).

Consegne oltre le attese, ma redditività ancora debole

Secondo una nota di Citi, le consegne globali di Stellantis nel terzo trimestre (1,3 milioni di unità) hanno superato le attese di mercato grazie soprattutto al Nord America e al Medio Oriente-Africa, mentre l’Europa si è mantenuta in linea con le previsioni. Gli analisti sottolineano che, nonostante il recente rimbalzo del titolo favorito dai progressi nelle vendite statunitensi e dai piani di investimento negli Usa, il gruppo resta però penalizzato da una redditività e da un posizionamento di brand ancora deboli. Citi stima che Stellantis dovrebbe recuperare 7-8 miliardi di euro di utile operativo annuo per riportare l’eps intorno ai 2 euro, obiettivo giudicato poco realistico nel breve termine.

Il focus sul mercato americano è visto come un segnale positivo - la quota è salita all’8,7% a settembre - ma sostenuto da forti sconti e incentivi ai dealer. In Europa invece la domanda rallenta e la società ha temporaneamente fermato la produzione in alcuni stabilimenti. Citi mantiene quindi una visione prudente sul titolo, riconoscendo la possibilità di ulteriori rialzi speculativi nel breve periodo. (riproduzione riservata)



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