Stellantis ha fatto segnare a settembre una «crescita dell’11,5% delle vendite di auto in Europa», confermando «la leadership nel segmento ibrido», e alla base della performance, secondo la società, c’è la «strategia legata alla piattaforma Smart Car», con «modelli come Fiat Grande Panda» che «hanno notevolmente incrementato il ritmo di acquisizione ordini».
La Grande Panda è un modello strategico per l’Europa, su cui il gruppo guidato da Antonio Filosa conta molto per rilanciare le vendite di Fiat nel Vecchio Continente. Ma è anche un modello che meglio di qualunque altro racconta come funzioni la strategia di produzione a basso costo inaugurata dall’ex ceo Carlos Tavares ma che, almeno per ora, viene portata avanti anche nel nuovo corso di Stellantis.
La vettura è prodotta nello stabilimento di Kragujevac, in Serbia e, come già raccontato più volte da questo giornale, l’impianto si serve anche di manodopera italiana di Stellantis in trasferta dalle fabbriche della penisola come Melfi, Atessa e Pomigliano. Diversi operai italiani, come alternativa alla cassa integrazione a cui sono sottoposti in Italia, hanno accettato di andare a lavorare sulle linee della Grande Panda in Serbia in cambio di uno stipendio pieno e di un’indennità di trasferta.
«Nel fine settimana arriveranno altri rinforzi da Pomigliano e qualche decina da Melfi», spiegano fonti, portando il numero totale degli operai italiani di Stellantis in trasferta in Serbia a sfiorare quota 200. Accanto a loro ci sono i lavoratori locali, che però nella maggior parte dei casi vengono pagati non più di 600 euro al mese. Si tratta di condizioni poco soddisfacenti e che evidentemente hanno stimolato ben poca domanda di lavoro.
Per ovviare alle carenze di organico nello stabilimento di Kragujevac, come già riportato da questo giornale, nelle scorse settimane Stellantis ha iniziato a fare ricorso a operai provenienti dal Marocco, con stipendi inferiori (300 euro base, più l’indennità di trasferta) a quelli riconosciuti ai serbi. Ne sono arrivati circa 300 per avviare il terzo turno e aumentare la produzione della Fiat Grande Panda, i cui ordini, come spiega la società, sono in forte aumento, con l’obiettivo di portare lo stabilimento a pieno regime.
Ma secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza da fonti vicine alla produzione, se «sui due turni giornalieri la fabbrica riesce a produrre circa 400 unità al giorno», il terzo turno notturno, che ha finalmente «preso il via la scorsa settimana, non è ancora completo dal punto di vista del numero di personale necessario e quindi non riesce a realizzare più di 40 auto».
La manodopera a basso costo reclutata a Kragujevac dal Nord Africa non è bastata per portare lo stabilimento a pieno regime, ma Stellantis, che alle cifre offerte non riesce più a trovare lavoratori locali, deve soddisfare gli ordini in forte crescita sulla Fiat Grande Panda e ha bisogno di arrivare al più presto almeno alle 500 vetture al giorno, un target sul quale è molto in ritardo dato che inizialmente era stato previsto per inizio aprile, secondo i piani del gruppo.
Secondo le fonti, Stellantis sta risolvendo il problema reclutando lavoratori «provenienti dal Nepal e da Paesi limitrofi» e ne «sono già arrivati circa un centinaio». E anche nella giornata di ieri, ad esempio, davanti allo stabilimento si sono formate file di lavoratori provenienti da Paesi asiatici come India e Bangladesh, oltre che sempre dal Nepal e probabilmente anche dal Buthan. (riproduzione riservata)