skin track
Stellantis, analisti preoccupati dopo i conti: dividendi e buyback a rischio
Corporate Italia Leggi dopo

Stellantis, analisti preoccupati dopo i conti: dividendi e buyback a rischio

21 luglio 2025, 11:50 Ultimo aggiornamento: 22 luglio 2025, 17:09

I conti del primo semestre del 2025 di Stellantis sono risultati molto più deboli di quanto stimato da Ubs, Morgan Stanley, Citi, Jefferies e Banca Akros, soprattutto l’utile operativo. Il gruppo non fa più cassa. Titolo sui minimi del 22 aprile 2025, poi vira al rialzo (+1,54%)

Peggio del previsto. I conti del primo semestre del 2025 di Stellantis sono risultati molto più deboli di quanto stimato dagli analisti. Seguono il profit warning di Renault della scorsa settimana. Di riflesso il titolo Stellantis è scivolato su un minimo intraday a quota 7,612 euro, livello dello scorso 22 aprile, salvo poi virare al rialzo e salire in chiusura dell’1,54% a 8,035 euro. I risultati completi verranno pubblicati il prossimo 29 luglio.

Forte calo dei margini

Stellantis ha registrato nel periodo una perdita netta di 2,3 miliardi di euro, a fronte di attese per un utile per 25,1 milioni. Il risultato è stato appesantito da 3,3 miliardi di oneri ante imposte legati principalmente a cancellazioni di programmi, svalutazioni di piattaforme, impatti regolamentari e piani di ristrutturazione.

Sotto le attese anche i ricavi a 74,3 miliardi (74,91 miliardi la stima degli analisti). Il gruppo automobilistico ha segnalato anche gli impatti iniziali derivanti dai dazi statunitensi, con 0,3 miliardi di tariffe nette e un calo delle spedizioni in Nord America del 25% nel solo secondo trimestre. Inoltre, il flusso di cassa dalle attività operative è risultato negativo per 2,3 miliardi e il free cash flow pari a -3 miliardi, (consenso 1,1 miliardi), «senza dettagli sul capitale circolante e sulla ristrutturazione del cash», ha contestato Philippe Houchois, analista di Jefferies, che si aspettava 1,4 miliardi.

Ma il dato più deludente è stato «l’utile operativo rettificato, molto più debole del previsto a 0,5 miliardi (2,1 miliardi la stima del consenso, ndr) con un ebit margin pari solo allo 0,7%, influenzato dai costi industriali più elevati, dal mix geografico e di prodotto, dalle variazioni dei cambi valutari, nonché dall’impatto iniziale dei dazi statunitensi e dalla perdita di produzione pianificata», ha commentato Javier Martinez de Olcoz Cerdan, analista di Morgan Stanley, comunque non sorpreso per questi conti: «Ci aspettavamo risultati deboli per Stellantis in seguito ai profit warning di altre società del settore auto».

Il pessimo dato sull’utile operativo suggerisce, secondo Harald C Hendrikse, analista di Citi, nel miglior scenario 4-5 miliardi di euro per l’intero esercizio, ipotizzando un recupero dei margini a oltre il 5% nel secondo semestre rispetto alla stima del consenso Bloomberg di 5,3 miliardi per il 2025 e di 7,9 miliardi per il 2026.

Delude il mix delle vendite

I volumi non sembrano essere stati la causa della delusione a livello di utile operativo rettificato, ha spiegato Patrick Hummel, analista di Ubs, poiché le spedizioni globali nel secondo trimestre sono diminuite del 6% su base annua a 1,45 milioni di veicoli rispetto al -12% stimato dall’esperto, 30.000 in meno rispetto alle previsioni di Citi. Preoccupanti, però, le consegne in Nord America, diminuite nel secondo trimestre di 109 mila unità (-25%, peggio del primo trimestre: -20%), a causa dell’impatto dei dazi e della diminuzione delle vendite alle flotte (le vendite retail sono rimaste stabili).

In Europa (-50 mila unità, -6% a 722 mila), invece, osserva l’esperto di Morgan Stanley, si avverte ancora l’impatto negativo della transizione produttiva, con diversi modelli in fase di ramp-up o in attesa del lancio previsto nel secondo semestre del 2025. Rassicura solo in parte il +22% nel terzo motore (resto del mondo), grazie all’incremento in Medio Oriente e Africa (+30%) e Sud America (+20%, trainato da Brasile e Argentina), che ha compensato i cali in Asia (-6%) e Maserati (-22%). 

Un aspetto positivo, per Houchois di Jefferies, è rappresentato dalle vendite Jeep/Ram in crescita del +13%. «Il mix per Paese e per prodotto è stato negativo, poiché il dato più alto in Europa ed Est Europa è probabilmente trainato dalle nuove auto del segmento B, che hanno verosimilmente una redditività inferiore alla media», ha aggiunto Hummel. 

«Le spedizioni nel primo semestre 2025 sono in linea con le nostre stime, ma con un mix più debole: nel secondo trimestre il mercato statunitense è stato inferiore dell’11% rispetto alle stime e stimiamo che gli Stati Uniti abbiano un prezzo medio di vendita doppio rispetto all’Europa», ha sottolineato Gianmarco Bonacina, Head of Equity Research di Banca Akros, deluso solo in parte dai ricavi del primo semestre, molto dall’ebit a 0,5 miliardi (1,6 miliardi la sua stima) e dal flusso di cassa industriale (-3 miliardi contro i -2 miliardi stimati).

Analisti: dividendi e buyback a rischio

Stellantis non ha aggiornato né ripristinato la guidance per l’esercizio fiscale 2025. Ma la delusione del primo semestre solleva preoccupazioni sul consumo di cassa del gruppo. A questo punto l’esperto di Ubs ritiene altamente probabile un margine a una cifra molto bassa (possibilmente tra 0 e 2%) e un free cash flow negativo nell’intero esercizio 2025 perché non crede che il flusso di cassa nel secondo semestre riuscirà a compensare completamente il consumo del primo.

«Riteniamo pertanto che il dividendo di Stellantis quest’anno sarà probabilmente molto basso, se non nullo, poiché l’azienda dovrà concentrarsi sulla stabilità del bilancio», ha previsto Hummel, avvertendo che in questo contesto anche i programmi di riacquisto di azioni sono probabilmente esclusi per il futuro prossimo. L’esperto si aspetta un dividendo di 0,36 euro per azione a valere sul bilancio 2025, in calo rispetto alla cedola di 0,68 euro per azione del 2024.

I giudizi

Ubs ha, quindi, confermato il rating cauto neutral e il target price a 9,70 euro sul titolo che si basa su un modello di somma delle parti, utilizzando multipli obiettivo per ciascuna divisione. «Sebbene pensiamo che l’allarme lanciato da Stellantis porterà a una reazione negativa rilevante del titolo, non riteniamo che sarà marcata quanto quella subita da Renault la scorsa settimana, dati i posizionamenti molto differenti delle due aziende», ha affermato ancora Hummel. Anche Banca Akros, l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo e Citi hanno un rating neutral (target price tutte e tre a 9 euro).

«Con gli investitori che sembrano dare priorità alle notizie a breve termine rispetto al valore a lungo termine, nonostante Stellantis rientri nella categoria «deep value» riteniamo che sia ancora troppo presto per aspettarsi catalizzatori positivi», ha indicato Hendrikse di Citi. In questa fase, infatti, «l’utile operativo del primo semestre di 0,5 miliardi con ulteriori 3,3 miliardi di oneri esclusi è decisamente basso e si scontra con qualsiasi ipotesi di ripresa del consenso. Continuiamo a pensare che una strategia di ripresa basata solo sul prodotto non sia sufficiente; secondo noi, Stellantis deve ridurre molto di più la capacità produttiva e i costi fissi».

Con il titolo che sconta 1,50 euro di utile per azione con un margine sull’ebit del 5% con un’aliquota fiscale del 18% e con un free cash flow ancora negativo per 3 miliardi, anche a questi livelli bassi, «il rapporto rischio/rendimento del titolo nei prossimi 3-6 mesi resta, nella migliore delle ipotesi, incerto», ha avvertito Hendrikse secondo il quale è ormai chiaro che il picco di eps registrato tra il 2022 e il 2023, vicino ai 6 euro, «è stato eccezionale e probabilmente irripetibile».

Affinché il titolo torni a 10 euro per azione, ha concluso l’esperto di Citi, occorrerebbe un recupero del margine ebit al 6%. Tutto questo senza considerare ulteriori dazi o rischi di rallentamento economico negli Usa. Più ottimisti Cerdan di Morgan Stanley e Houchois di Jefferies che hanno ribadito, rispettivamente, il rating overweight (target price a 8,50 euro) e buy (target price a 11,50 euro). Attualmente il consenso Bloomberg vede 8 rating buy sul titolo Stellantis, 22 hold, 5 sell e un prezzo obiettivo medio a 9,86 euro che implica, comunque, un potenziale margine di apprezzamento del +31% rispetto alla quotazione attuale. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)