Mentre in Europa Stellantis moltiplica le fermate produttive, in Serbia il gruppo guidato da Antonio Filosa accelera per portare finalmente lo stabilimento di Kragujevac a pieno regime. Per riuscirci prosegue con la stessa ricetta iniziata nelle scorse settimane: un mix di trasferte dall’Italia e di nuova manodopera a basso costo reclutata dal Nord Africa, con la fabbrica serba che resta il vero fulcro della scommessa Fiat sulla nuova Grande Panda elettrica e ibrida, destinata a diventare uno dei modelli più importanti della gamma.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza da fonti vicine alla produzione, tra gli ultimi giorni di questa settimana, e al massimo entro l'inizio della prossima, sono in arrivo altri circa 200 operai marocchini, che si aggiungono ai 100 già inseriti a fine agosto. In totale, quindi, saranno 300 i lavoratori arrivati dal Marocco. Il loro ingresso è decisivo per avviare, dalla prima settimana di ottobre, il turno di notte, terzo tassello organizzativo che porterà la fabbrica a marciare a pieno ritmo.
La manodopera locale non si è rivelata sufficiente: i salari di 600 euro offerti da Stellantis non sono stati ritenuti appetibili dagli operai serbi, che hanno preferito cercare altre occupazioni. Da qui la decisione di ricorrere a lavoratori stranieri, disposti ad accettare condizioni considerate non competitive nel contesto europeo.
Sul campo, però, non ci sono solo i marocchini. A guidare sulle linee i nuovi lavoratori in arrivo dal Nord Africa ci sono anche circa 150 operai italiani in trasferta, provenienti dagli stabilimenti di Pomigliano (80 operai), Melfi (50) e Atessa (15). Il loro ruolo è fondamentale per assicurare la formazione e il supporto nelle linee della Grande Panda.
Le fonti spiegano che «la produzione» del modello Fiat «finalmente sta prendendo il volo»: su due turni si viaggia intorno alle 350 vetture al giorno, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente i volumi a inizio ottobre, quando scatterà il terzo turno notturno.
Accelerare sulla Grande Panda è fondamentale per Stellantis, come spiegano gli analisti. Un commento di Mediobanca Securities diffuso mercoledì 24 sottolinea proprio come il gruppo abbia perso una quota del mercato europeo «probabilmente a causa del ritardo nel lancio di alcuni prodotti chiave come la Grande Panda e la C3 Aircross».
Tra l’Europa dell’Est e il resto del continente il contrasto è molto netto. In contemporanea all’accelerata serba, Stellantis sta via via comunicando nuove chiusure temporanee in Europa. Oltre a Pomigliano - dove la Panda termica resterà ferma per una settimana e l’Alfa Tonale per quasi due - a Poissy i 2.000 dipendenti resteranno fermi tra il 13 ottobre e il 3 novembre. A Madrid i lavoratori resteranno a casa per 14 giorni. La società ha spiegato che queste misure mirano «ad adeguare il ritmo di produzione a un mercato difficile in Europa, gestendo le scorte nel modo più efficiente possibile prima della fine dell’anno». (riproduzione riservata)