Tornano cieli più sereni sull'azionario europeo, grazie all'armistizio siglato tra Gerusalemme e Teheran: il Ftse Mib rimbalza a +1,63%, chiudendo a quota 39.474 punti.
Notizie positive anche sul fronte dei dati macroeconomici: in Germania, l'indice ifo Business Climate è salito a 88,4 punti a giugno, rispetto agli 87,5 di maggio, segnalando un miglioramento del sentiment sulle prospettive economiche da parte delle aziende tedesche. Negli Stati Uniti, l'indice sulla fiducia dei consumatori a giugno ha fatto registrare un calo a 93 punti, contro le stime a 99,8 punti e con il dato di maggio rivisto a 98,4 punti.
A Piazza Affari brillano i bancari, che recuperano i cali della vigilia dettati dal sentiment di risk-off innescato dagli eventi geopolitici del weekend. In particolare, B.Mps si distingue con un +7,03%, sostenuta dalle indiscrezioni di Reuters secondo cui la Vigilanza della Bce avrebbe dato un primo parere favorevole - tramite procedura scritta e in attesa del via libera del consiglio direttivo - sull'Ops promossa su Mediobanca (+4,21%). Bene anche Unicredit (+3,98%), Banco Bpm (+3,36%), Bper (+3,02%), Intesa Sanpaolo (+2,36%) e B.P.Sondrio (+2,7%).
Sotto i riflettori anche Buzzi (+6,78%) e Prysmian (+3,96%), con Deutsche Bank che ha avviato la copertura su quest'ultima, attribuendo rating buy e prezzo obiettivo di 67 euro. Rimbalzano anche Stellantis (+3,05%) e Tim (+2,1%) nel giorno dell'assemblea dei soci, che ha approvato la modifica dell'oggetto sociale ma ha bocciato la riduzione del numero massimo dei componenti del cda e del collegio sindacale.
In fondo al paniere principale si trovano Eni (-2,55%), Tenaris (-2,44%) e Saipem (-2,09%), con i cali determinati dall'andamento del prezzo del petrolio. L'accordo di cessate il fuoco raggiunto de Israele e Iran e annunciato dal presidente Usa Donald Trump ha portato la commodity a registrare un ribasso di oltre il 4%.
Rimanendo sui petroliferi, si segnala che l'Antitrust ha irrogato a Novamont una sanzione di circa 30 milioni di euro e un'altra di 1,7 milioni - in solido con la controllante Eni - per abuso di posizione dominante nel settore delle bioplastiche tra il 2018 e il 2023. Inoltre, è arrivato l'ok del cda di Acea per l'acquisizione, da parte di Plenitude, di Acea Energia. Saipem, dal canto suo, si è aggiudicata da Enilive un contratto per le attività di ingegneria, approvvigionamento e costruzione (Epc) finalizzate all'ampliamento della bioraffineria a Porto Marghera, vicino a Venezia, del valore di circa 155 milioni di euro.
Fuori dal paniere principale, Webuild chiude le contrattazioni segnando un rialzo del 3,39%. Ieri la società aveva annunciato l'avvio di un roadshow con investitori qualificati, italiani e internazionali, con l'obiettivo di valutare le condizioni di mercato in relazione alla potenziale emissione di obbligazioni senior non garantite a tasso fisso. L'operazione è finalizzata al rifinanziamento del debito esistente, in linea con l'approccio proattivo di gestione delle scadenze di Webuild.
Infine, prosegue il rally di G.Viaggi (+11%), forte del nuovo patto parasociale che include il socio attivista Hoop Holding. Secondo questo, il fair value del titolo - considerando anche il patrimonio immobiliare - supera i 4 euro.