Non si può optare per un rinnovo. Perché non c’è neanche mai stata una prima nomina. Per la Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, infatti, la soluzione non si è mai trovata. Istituita in un disegno di legge nel 2024, la Commissione è a tutt’oggi inesistente: va indicato un presidente e vanno nominati i suoi sei componenti, che avranno mandato per sette anni senza possibilità di conferma.
Eppure si tratta di un ente nato per controllare e certificare la regolarità della gestione economica delle società sportive partecipanti ai campionati professionistici organizzati dalla Figc e dalla Fip. E quindi della serie A, B e C per il calcio e della Lega basket serie A per la pallacanestro. E nell’assenza stessa di nomine, il 30 settembre la Commissione dovrebbe presentare una relazione al Parlamento.
La procedura di nomina passa attraverso un decreto del presidente del Consiglio o dell’Autorità politica delegata in materia di sport di concerto con il Mef. Due commissari sono, ex-lege, il presidente dell’Inps e il direttore dell’Agenzia delle Entrate (altri due enti protagonisti della prossimo valzer delle nomine). Per gli altri quattro si può scegliere tra magistrati contabili, professori universitari, avvocati o dottori commercialisti. Tuttavia la scadenza della manifestazione d’interesse per il presidente e i due commissari, sul sito di Palazzo Chigi, è stata prorogata già due volte.
Si fa già la fila, invece, per la presidenza del Coni. Dopo la guida di Giovanni Malagò, che ha ricoperto tutti e tre i mandati possibili da statuto, ben otto esponenti dell’eccellenza dello sport italiano si sono fatti avanti. Non solo il più alto numero di sempre ma anche pari ai mesi che mancano all’inizio dei Giochi invernali di Milano Cortina (febbraio ‘26). A Palazzo H non si parla d’altro, anche perché si vota il 26 giugno. Le regole sono poche: vince chi prende 41 voti (81 i grandi elettori) e senza maggioranza assoluta si prosegue a oltranza.
I principali pretendenti sono due: Luciano Buonfiglio, presidente della Federcanoa e Luca Pancalli, già numero due del Coni e attualmente alla presidenza del movimento Paralimpico. Gli «altri» sono comunque attori di primo piano, alcuni più vicini al Parlamento altri agli interni di Piazza Lauro De Bosis. Si spazia dall’ex velista Ettore Thermes, al medico sportivo Giuseppe Macchiarola (ultimo presidente eletto del Coni in provincia di Foggia), ma ancora c’è l’oro Mauro Checcoli (equitazione, Tokyo del 1964), il ciclista Carlo Iannelli e il consigliere federale del Pentathlon Moderno, Pierluigi Camilli.
Fin quisi arriva a quota sette. Ma poi al fotofinish è spuntata la candidatura di Franco Carraro. Con 85 anni d’età, Carraro è stato numero uno di tutto: tre volte presidente del Coni (dal 1978 al 1987), ministro dello Sport e dello Spettacolo in tre governi, presidente del Milan, numero uno in Figc, sindaco di Roma (dal 1989 al 1993) e membro permanente del Cio.
Una candidatura che rompe gli equilibri ma che potrebbe rivelarsi un buon compromesso: il suo nome potrebbe tornare utile soprattutto se i primi giri di votazione dovessero finire in stallo. D’altronde la linea l’ha già definita lo stesso Carraro, assicurando una conferma di Carlo Mornati «che, come segretario generale, ha svolto un eccellente lavoro». Resta, però, il nodo dei tre mandati consecutivi. E l’uscente Malagò ha già chiesto parere al ministro Abodi. Il rischio di ricorsi, prima e dopo il voto, però esiste.
Il Comitato Olimpico non è comunque l’unico ente pubblico chiamato, tra il 2025 e il 2026, a ricalibrare i propri equilibri di potere. Ci sono ben 50 enti pubblici con 77 cariche scadute/in scadenza da rinnovare entro il 30 settembre 2025. In gioco restano i vertici delle grandi autorità indipendenti. Si parte con l’Arera ad agosto. Nei palazzi di governo già si pensa al post Rustichelli: l’attuale presidente dell’Antitrust scade fra meno di un anno, come il presidente dell’Anac, Giuseppe Busia.
Tra le partite ancora da giocare c’è la nomina di un commissario ad hoc per l’America’s Cup, la competizione velica più antica e prestigiosa al mondo, che si svolgerà per la prima volta in Italia, a Napoli, tra la primavera e l’estate del 2027. Secondo quanto risulta a Milano Finanza con ogni probabilità sarà indicato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che già assolve questa funzione per la riqualificazione di Bagnoli. (riproduzione riservata)