La Commissione Ue avvia il processo per rilanciare le cartolarizzazioni in Europa. La direzione per i Servizi Finanziari (Fisma) di Bruxelles ha pubblicato una consultazione con il mercato con l’obiettivo di valutare miglioramenti rispetto alla normativa introdotta nel 2019. Le regole finora non hanno ottenuto i risultati sperati. «La cartolarizzazione può svolgere un ruolo cruciale nello sviluppo dell’Unione dei mercati dei capitali e dell’Unione del risparmio e degli investimenti», ha sottolineato la Commissione. «Liberando i bilanci, le banche e i soggetti non bancari possono aumentare i prestiti a famiglie e imprese fornendo al contempo al mercato un’altra attività in cui investire».
La consultazione vuole raccogliere il feedback degli operatori e individuare le potenziali aree di miglioramento. L’Eurogruppo (a marzo) e il Consiglio Europeo (ad aprile) hanno evidenziato la necessità di stimolare le cartolarizzazioni. La stessa indicazione è arrivata dai rapporti di Mario Draghi, Enrico Letta e Christian Noyer e da una lettera inviata alla Commissione Ue dai direttori generali del Tesoro di Italia, Germania e Francia (si veda MF-Milano Finanza del 4 ottobre).
L’abuso delle cartolarizzazioni è stato uno dei motivi che ha portato alla grande crisi finanziaria del 2007-2008. Attraverso questo strumento, con cui prestiti e asset delle banche vengono impacchettati e trasformati in titoli negoziabili, il rischio è stato diffuso a livello globale in modo opaco. Ma le cartolarizzazioni possono essere uno strumento utile a determinate condizioni.
Per la Commissione Ue «la cartolarizzazione, se ben strutturata, può svolgere un ruolo positivo per l’economia attraendo nuovi investitori e trasferendo il rischio di credito da banche e soggetti non bancari a investitori dell’Ue o di Paesi terzi, che a loro volta beneficerebbero di una maggiore diversificazione dell’esposizione». Soprattutto alla luce degli ingenti investimenti necessari per la transizione climatica e digitale, secondo Bruxelles, «è importante garantire che i finanziatori bancari e non bancari abbiano a disposizione tutti gli strumenti necessari, compresa la cartolarizzazione, per finanziare le priorità strategiche».
Nonostante questi benefici potenziali, il mercato Ue delle cartolarizzazioni è calato in modo significativo dopo la crisi finanziaria globale del 2008, passando dal picco di circa 2 mila miliardi di euro a 1.200 miliardi a fine 2023. Al contrario, le cartolarizzazioni hanno già superato i livelli precedenti alla crisi finanziaria negli Stati Uniti, dove sono aumentate da 11.300 miliardi di dollari nel 2008 a 13.700 miliardi nel 2021, malgrado i tassi di insolvenza più elevati negli Usa.
Le nuove regole varate nel 2019, secondo gli operatori, non hanno rimosso ostacoli come l’eccessiva prudenza dei requisiti prudenziali e di trasparenza. Ora la Commissione pensa a novità in questi campi per rimuovere possibili barriere all’ingresso. Inoltre Bruxelles, anche dopo la spinta in tal senso da parte di Bce e governi, valuterà garanzie pubbliche a livello nazionale ed europeo, in particolare per raggiungere gli obiettivi Ue su clima e digitale. (riproduzione riservata)