La Spagna aumenta le spese per la difesa di 10,471 miliardi di euro per raggiungere, già quest’anno, l’obiettivo della Nato del 2%. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il «Piano nazionale per lo sviluppo e la promozione delle tecnologie e dell’industria per la sicurezza e la difesa» che sarà presentato il 23 aprile a Bruxelles.
«Dobbiamo prendere in mano le redini del nostro destino e la Spagna non sarà esclusa. Anzi, saremo al centro insieme ad altri», ha detto il primo ministro Pedro Sanchez annunciando a Madrid la decisione. «Per questo motivo è essenziale rispettare gli obiettivi di investimento» siglati con l’Alleanza e aumentare il budget nazionale in difesa.
«Un impegno importante ma anche proporzionale» che verrà attuato senza aumentare le tasse e senza incorrere in deficit, ha assicurato il capo dell’esecutivo: «Non toccheremo un solo centesimo della spesa pubblica».
Circa il 35% dell’investimento totale, scrive El Periodico, sarà destinato al miglioramento delle condizioni di lavoro, della preparazione e dell’equipaggiamento delle Forze Armate, il 31% invece servirà per sviluppare e acquisire capacità di telecomunicazione e informatica, mentre il 17% per migliorare le condizioni di sicurezza dei 3mila soldati che compongono le 16 missioni di pace della Spagna all’estero.
Il finanziamento proverrà in gran parte dai residui del bilancio 2024, dal fondo dell’Ue per la ripresa, dai risparmi legati alla riduzione dei pagamenti degli interessi sul debito e da alcune voci incluse nei conti di riporto 2023 non più necessarie.
L’annuncio segna un cambiamento importante per il Paese che, come ricorda Bloomberg, non raggiunge da anni l’obiettivo del 2% e, anzi, spende meno di tutti gli altri membri dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico. La spesa per la difesa della Spagna nel 2024 è stata pari all’1,4% del pil, ma quest’anno il totale sarà di oltre 23 miliardi di euro.
Madrid ha assunto per anni una posizione ambivalente sulle spese militari. Tant’è che l’adesione alla Nato – avvenuta a metà degli anni ‘80 – ha segnato il Paese che al tempo era guidato da un governo socialista. Poi durante la crisi economica del 2008, e fino al 2012, la Spagna ha tagliato drasticamente le spese per armi, proiettili e persino per l’addestramento militare, continuando a investire sempre meno. (riproduzione riservata)