Sol chiude il 2024 con un fatturato di 1,6 miliardi di euro (+8,3%). Il gruppo specializzato in gas tecnici e medicali ha raggiunto anche un ebitda di 403,8 milioni (+5,7%) con margine del 25,1% ed ebit di 237,2 milioni (+4,4%), che hanno portato l’utile netto a salire a 147,7 milioni dai 145,7 del 2023.
L’indebitamento finanziario netto invece è cresciuto di 23,5 milioni a 439,3 milioni (356,3 milioni al netto dei lease). Il cda un dividendo di 39 centesimi per azione, 2 centesimi in più dell’anno prima. Lo stacco della cedola è atteso per il 19 maggio.
Nel 2024 il settore dei gas tecnici ha registrato un leggero calo delle quantità vendute, legato all’andamento della produzione industriale, e un incremento generalizzato dei costi, che è stato parzialmente compensato dalla diminuzione, soprattutto nel corso del primo semestre, del costo dell’energia elettrica e delle materie prime.
Di contro l’attività nell’area dell’assistenza domiciliare ha mostrato una buona crescita, trainata dall’incremento del numero dei pazienti serviti e dall’apporto delle acquisizioni effettuate in corso d’anno.
Il titolo Sol scambia in calo a Piazza Affari. «Il gruppo guarda con fiducia anche al 2025», commenta il presidente Aldo Fumagalli Romario.
«Compatibilmente con l’evoluzione della guerra tra Russia e Ucraina e della situazione in Medio Oriente, con l’andamento dei costi energetici e dell’inflazione, proseguiremo nei nostri programmi di investimento e di acquisizioni e nuove partnership, con l’obiettivo di realizzare una buona crescita delle vendite e di mantenere la redditività su buoni livelli». (riproduzione riservata)