Sogno rosso su strada: le Ferrari GTO del ‘84 tornano a ruggire
La prima esclusiva supercar in serie limitata a 272 esemplari, ha festeggiato i quarant’anni in splendida forma. Descrizione, note e curiosità di un’auto da sogno, senza tempo
Chiudere gli occhi (naturalmente non guidando) su certe strade è un oltraggio al paesaggio. Pensando di trovarsi in Trentino tra i parchi e il Lago di Garda, poi in Emilia in piena Motor Valley, può facilitare la sensazione di sognare. Si sentirebbe un rumore, un rombo pieno che fa subito pensare a un propulsore (motore sarebbe troppo banale) di razza, capace di salire di giri ululando. Poi, con attenzione, sembra che la sinfonia si replichi, moltiplicandosi, aumentando con un crescendo fino a far venire i brividi. È il momento di aprire gli occhi: ai veri amanti delle auto potrebbe sembrare di essere in un paradiso a loro dedicato. Qualche decina di splendide Ferrari GTO, del 1984, i cui proprietari le portano a spasso, anche per la gioia dei passanti.

Qualche passo indietro nel tempo, fino al 1977 quando Pininfarina presenta la Ferrari 308 GTB Evoluzione, ipotizzando la versione pepata della splendida berlinetta, la cui linea è un omaggio alla bellezza assoluta dell’automobile sportiva. Proposta che non passa inosservata: ci vuole qualche anno (la crisi energetica e l’inflazione sono ancora presenti) e i favolosi ’80 sono il momento adatto. Così nasce l’auto che precorre le supercar: al Salone di Ginevra del 1984 la Ferrari GTO (conosciuta anche con la sigla non ufficiale 288 per 2.8 litri e 8 cilindri), colpisce la fantasia per prestazioni ed esclusività.

Bellissima la linea disegnata da Leonardo Fioravanti per Pininfarina, definita il modello di serie più simile a un’auto da corsa. Nasce infatti per correre, quando sono richiesti 200 esemplari stradali per l’omologazione. Ma le regole cambiano e durante lo sviluppo estremo, vista la destinazione, nuovi regolamenti la mettono fuori gioco. Così la serie limitata (anche se arrotondata, come succederà sempre più spesso anche in tempi recenti) trova la sua fortuna sul mercato. Sostenuta dalla linea senza tempo, che non sembra appartenere agli anni 80, dall’eccezionale la potenza di 400 cavalli sprigionata dal motore V8 biturbo, dall'impiego di materiali speciali che contengono il peso in 1160 kg.

La prima Ferrari stradale con motore V8, è progettata con un propulsore da competizione: 2855 cm, per la prima volta sovralimentato da due turbocompressori. Raggiunge i 7000 giri, vola a 305 km/h, accelerando da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi, percorre i 400 metri da ferma in 12,7 arrivando alla fine del primo chilometro in 21,8 secondi.
Il motore è posteriore longitudinale, ha corsa corta, compressione di 7,6 e coppia massima di 496 Nm a 3800 giri; la distribuzione è bialbero a quattro valvole per cilindro, la lubrificazione a carter secco.
Il telaio è tubolare in acciaio, le sospensioni sono indipendenti a quadrilateri trasversali. Dati che fanno ancora effetto dopo quarant’anni, a parte le misure delle gomme: 225/50 anteriori e 265/50 posteriori, con quei cerchi da 16” che oggi fanno tenerezza. Le ultime misure: lunga 4290 mm è larga però 1910 e ben bassa, solo 1120 mm.

Il successo è planetario: il fascino delle forme e della tecnica scatenano i desideri. Vip e collezionisti la considerano come la Cometa di Halley: annuncia la nascita di una leggenda sempiterna. Tutti la vogliono, la previsione di 200 esemplari sale presto a 270, e lì si sarebbe dovuta fermare. Ci volle l’intervento personale di Gianni Agnelli per ottenerne altre due: una, si narra, per ricambiare il favore fattogli da un magnate medio-orientale che permise all’elicottero dell’avvocato di posarsi sul suo yacht a Monte-Carlo; l’altra per Niki Lauda.

Capostipite della serie di supercar, termine che definisce le pietre miliari nella storia dell’automobilismo, GTO è il simbolo delle vetture prodotte in serie limitata. Ognuna rappresenta una delle prerogative di Enzo Ferrari: la volontà e l’ambizione di realizzare la miglior auto possibile per quella fase storica. Il risultato è ogni volta più avanzato, espressione della ricerca più evoluta, il più alto riferimento mondiale per il settore. Alla Ferrari GTO (288) seguono un’incredibile serie di modelli: F40, F50, Ferrari Enzo e LaFerrari, che raccontano 40 anni di innovazioni, tutte esposte al Museo Enzo Ferrari di Modena nella mostra Supercars, aperta fino al 16 febbraio 2026.
Quanto sono cambiati i tempi da quando qualcuno chiese a Enzo Ferrari come mai non avesse un museo per le sue auto, e la risposta fu «Il museo Ferrari sono le strade del mondo». Oggi che i musei ci sono: Museo Ferrari (fino al 2011 Galleria Ferrari) a Maranello, Museo Enzo Ferrari di Modena, la rarità è vedere in azione su strada le splendide GTO del 1984.

Come è accaduto per la celebrazione, con il Ferrari Legacy Tour dell’ottobre 2024, con GTO da tutto il mondo a spasso in un viaggio unico: da Pinzolo (TN) nelle Dolomiti di Brenta, attraverso l’alta Val Rendena (TN) e il Parco Naturale Adamello Brenta, passando per Appiano sulla Strada del Vino (BZ), e scendendo da Monte Bondone a Riva del Garda in nuovamente Trentino. Nella seconda giornata tappa sul Monte Baldo (VR) ed esposizione delle GTO a Mantova. Per la giornata conclusiva, il corteo ha raggiunto il Museo Enzo Ferrari di Modena, procedendo in parata lungo il viale centrale dello stabilimento di Maranello e sul Circuito di Fiorano, presso Modena.(Riproduzione riservata)
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