L’Europa avrebbe bisogno di un «regolamento per l’uso dei social dei più giovani», che in primis riconosca le «piattaforme come le prime responsabili dell’ambiente che hanno creato». Lo ha sottolineato l'eurodeputato del Pd nonché relatore del testo L'impatto dei social media sui giovani, Sandro Ruotolo nella conferenza stampa in materia al Parlamento europeo a Strasburgo, che precede i contenuti di parte del discorso di domani (mercoledì 16 settembre) all’Unione della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e alle votazioni sul rapporto stilato dal Parlamento giovedì 17 settembre in Aula.
Le proposte concrete avanzate dal Parlamento spaziano dal porre un tetto di 2 ore al giorno all’uso dei social per gli under 16, impostare uno stop alle notifiche durante le ore scolastiche e un blocco delle app durante le ore notturne.
Anche perché, ha ricordato Ruotolo, i «ragazzi tra gli 11 e i 14 anni possono spendere fino a 9 ore al giorno davanti a uno schermo. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, 7 su 10 mostra un uso problematico dei social media con sintomi assimilabili alla dipendenza». Il riferimento è allo «scorrimento infinito, la riproduzione automatica dei video, le notifiche continue, i sistemi che selezionano per noi contenuti non sono elementi casuali». Tanto che, evidenzia Ruotolo, il rapporto degli esperti incaricati dalla presidente von der Leyen «ci dice che il 97% dei siti e delle applicazioni più popolari nell'Unione Europea utilizza almeno un meccanismo di progettazione capace di condizionare le scelte dell'utente».
E tutto ciò, ha ribadito Ruotolo, ha conseguenze sulla «salute, sonno, concentrazione, relazioni, e anche di salute fisica». Ad esempio, «la miopia è in fortissima crescita e potrebbe riguardare metà della popolazione mondiale entro il 2050. Tra i giovani europei quella quota potrebbe essere raggiunta già nel 2035». (riproduzione riservata)