Con 527 voti a favore, 52 contrari e 86 astenuti, l’Aula del Parlamento europeo conferma in via definitiva la nomina dell’italiano Carlo Comporti a nuovo presidente dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma).
Dopo l’ok della plenaria di Strasburgo, la nomina di Comporti dovrà essere solo formalmente adottata dal Consiglio Ue. Ecco che Comporti dovrebbe, dunque, iniziare il suo mandato quinquennale il primo novembre, succedendo alla tedesca Verena Ross.
Tutto è iniziato lo scorso 22 luglio quando i ventisette ambasciatori dei Paesi membri dell’Unione europea hanno designato Comporti per la presidenza dell’Esma, durante la riunione del Coreper. La votazione si era svolta a scrutinio segreto e Comporti aveva incassato il sostegno di 17 voti a 10.
Basta scorrere le pagine del curriculum di Comporti, commissario Consob dal 2022, per capire perché la scelta delle istituzioni europee è caduta su di lui.
Non appena laureato (in Scienze economiche e bancarie nel 1991), Comporti ha subito iniziato la sua carriera all’autorità di vigilanza dei mercati finanziari come funzionario. Nel 2001 è stato distaccato presso la Bce a Francoforte e nel 2002 presso la Commissione europea a Bruxelles. Successivamente, dal 2003 al 2010, è stato segretario generale al Comitato europeo dei regolatori degli strumenti finanziari (Cesr) a Parigi. L’anno successivo è stato segretario generale ad interim e consigliere senior del presidente dell'Esma. Parallelamente dal 1999 al 2007 è stato docente a contratto per il corso annuale di diritto commerciale all'Università di Siena, sua città natale.
Allo stesso tempo nel suo più recente intervento pubblico, lo scorso 7 luglio alla Relazione annuale dell’Organismo di vigilanza dei consulenti finanziari, Comporti ha precisato la sua idea di vigilanza che di fatto potrà essere il suo programma di governo a Parigi nella sua nuova veste: non solo controllo, ma anche capacità di accompagnare il mercato nella crescita. E ha lanciato un messaggio destinato a trovare spazio anche nel dibattito europeo sulla competitività: «Semplificare non equivale a deregolamentare», anzi, «un risparmiatore gravato da una mole eccessiva di documentazione non è un risparmiatore più tutelato».
In particolare, secondo Comporti, «la grande liquidità parcheggiata sui conti correnti è una risorsa che può sostenere investimenti produttivi, innovazione e crescita delle imprese», ma solo «se il risparmiatore si sente realmente protetto e accompagnato da professionisti qualificati, capaci di trasformare la complessità dei mercati in decisioni consapevoli». In materia di innovazione, invece, l’AI e l’analisi dei big data sono strumenti destinati a migliorare sia la consulenza sia la vigilanza, consentendo controlli più tempestivi e servizi più personalizzati. Ma il punto fermo resta che «la tecnologia non trasferisce la responsabilità». Anzi, nell’era degli algoritmi, sostiene Comporti, il valore aggiunto continua a essere la capacità umana di interpretare i dati, esercitare il giudizio e costruire un rapporto di fiducia con il cliente.(riproduzione riservata)