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Gli Skyview Chalet am Toblacher See, sul lago di Dobbiaco
Gli Skyview Chalet am Toblacher See, sul lago di Dobbiaco
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Smart Trekkers, gli indirizzi top per il workation in montagna

di Roberto Copello
27 dicembre 2024, 02:00 Ultimo aggiornamento: 02 gennaio 2025, 19:10

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Rifugi e località montane puntano sulla tecnologia per offrire ai nomadi digitali un luogo dove unire benessere e produttività

Terminare la call con i colleghi, chiudere il portatile, guardarsi attorno e allargare la visione: da quella ristretta del monitor al panorama di boschi, prati, montagne, sentieri, piste ciclabili. Quando lo smart working esplose, tra il 2020 e il 2021, era una questione di necessità, se non di sopravvivenza. Oggi lavorare da remoto standosene in un bel posto, dove prima si andava solo in vacanza, può essere frutto di una scelta di vita, saltuaria ma che a volte, perché no, può diventare definitiva. A patto che il luogo scelto, hotel o casa, sia tranquillo ed attrezzato. Da questo punto di vista, con il lavoro a distanza che da obbligatorio diventa esperienziale, le realtà attraenti si trovano soprattutto in montagna, con l’Alto Adige all’avanguardia, ma proposte sono rintracciabili lungo tutto l’arco alpino e anche sugli Appennini. Luoghi dove è facile passare dalla tastiera al sentiero, dal monitor a una Spa, dal mouse alla pista da sci. Per il resto, la differenza la fanno le esigenze individuali. Se cioè basti contare su una connessione wi-fi potenziata o occorrano anche sale riunione, stampante in camera, babysitter per i figli, servizio di spedizione pacchi e via dicendo.

Una sala dello Ski Working Hub del Mottolino, a Livigno
Una sala dello Ski Working Hub del Mottolino, a Livigno

La prospettiva di lavorare in montagna resta attraente al punto che può addirittura trasformarsi in una proposta di co-working, con spazi ideali per lavorare insieme o per fare team building (QUI l’esempio dell’Ama Stay Hotel di San Vigilio di Marebbe). Lo propongono gli Headquarters di Mottolino, il popolare comprensorio sciistico di Livigno in alta Valtellina che include otto impianti di risalita, 27 piste da sci, uno snowpark e aree divertimento per i bambini (www.mottolino.com). Alla partenza della telecabina, all’interno della Digital Cave ricavata al primo piano dell’avveniristica struttura, Progetto CMR ha realizzato il primo Ski Working Hub d’Europa. Si tratta di un’attrezzata business lounge di 200 mq dove i nomadi digitali, professionisti o studenti possono lavorare o studiare contemplando le montagne, tra una discesa e l’altra sulle piste. La sala riunioni mette a disposizione due workstation e due postazioni singole, connessione internet veloce, stampanti, megaschermo per proiezioni e conference call. Lo spazio co-working di Mottolino, modulabile per un utilizzo di gruppo, include un’area relax, con macchina del caffè e bollitore dell’acqua, ed è disponibile dall’inizio della stagione sciistica, tutti i giorni dalle 9 alle 18, per mezza giornata o per tutto il giorno.

Se il caso Mottolino è davvero un unicum, più diffuse sono le proposte di alloggio alberghiero in cui unire lavoro e svago, impegno e relax. Anche se accompagnati da tutta la famiglia. Per esempio, il Quellenhof Luxury Resort Passeier della Val Passiria, 5 stelle vicino a Merano, offre un servizio di assistenza all’infanzia 24/7 di altissimo livello, pensato per ogni fascia di età e con animazione e pranzi gratuiti per tutta la durata del soggiorno. Qui i genitori possono lavorare in tutta tranquillità mentre i figli si divertono tra sale giochi, piscine, scivoli d’acqua, nave dei pirati, bowling, maneggio e un vero parco avventura con pareti per l’arrampicata e pista da go-kart. E per chi vuole più tranquillità (e un ristorante gourmet) c’è anche il Quellenhof See Lodge, inaugurato dalla famiglia Dorfer, che combina design tropicale e atmosfere di montagna (www.quellenhof.it).

Una sala dello Ski Working Hub del Mottolino, a LivignoLa Yoga Room del Quellenhof See Lodge, in val Passiria
La Yoga Room del Quellenhof See Lodge, in val Passiria

Spostandosi sul lato orientale dell’Alto Adige, a Caminata di Tures nell’isolata Valle Aurina si trova l’OLM Nature Escape (www.olm.it), il primo eco-aparthotel altoatesino completamente autosufficiente a livello energetico, grazie a 1.200 pannelli fotovoltaici e a un impianto geotermico. Innovativa è la struttura circolare di 110 metri, con le vetrate delle 33 ApartSuite di design che abbracciano le cime (25 hanno una sauna finlandese privata). Per chi vuole mettersi al computer, l’idilliaco isolamento della Valle Aurina favorisce la concentrazione e la produttività, offrendo anche mille possibilità di scaricare la tensione immergendosi nella natura circostante dove praticare trekking, nordic walking, pedalate, arrampicate, kayak.

Una sala dello Ski Working Hub del Mottolino, a LivignoLa Yoga Room del Quellenhof See Lodge, in val PassiriaUna camera dell'Olm Nature Escape a Caminata di Tures, in valle Aurina
Una camera dell'Olm Nature Escape a Caminata di Tures, in valle Aurina

Tranquillità e relax offrono anche gli Skyview Chalet am Toblacher See, sul lago di Dobbiaco: 12 glass cube con sauna infrarossi privata, ideali per fare smartworking in un «ufficio» totalmente immerso nella natura: le grandi vetrate di questi cubi di vetro lasciano entrare lago e cielo, bosco e Dolomiti, mentre di notte grazie al tetto trasparente si dorme letteralmente sotto le stelle (www.toblachersee.com).

Una soluzione ancor più isolata e tranquilla infine può essere fare workation in un maso del Gallo Rosso, il marchio che riunisce ben 1.600 agriturismi dell’Alto Adige. Certo, quelli troppo isolati non sono adatti per lavorare a distanza, ma sempre di più sono i masi dotati di collegamento Wi-Fi e anche di rete WLAN veloce e senza interferenze. Luoghi che possono essere perfetti per crearsi una postazione di lavoro nel proprio appartamento, nella stube, in giardino, su una terrazza panoramica di fronte alle montagne o ai vigneti (gallorosso.it).

Una sala dello Ski Working Hub del Mottolino, a LivignoLa Yoga Room del Quellenhof See Lodge, in val PassiriaUna camera dell'Olm Nature Escape a Caminata di Tures, in valle AurinaLavoro vista monti in uno dei masi del Gallo Rosso
Lavoro vista monti in uno dei masi del Gallo Rosso

Se però siete molto sportivi, e ambite ad ancor maggior isolamento, esiste una proposta particolarmente originale: quella dello smart trekking. unisce lo smart working al trekking. Nella bella stagione, grazie alla diffusione della banda larga e agli operatori che offrono connessioni satellitari o via radio nelle «zone bianche», oggi si può lavorare anche in molti rifugi, alpeggi e borghi sperduti. Proprio per mettere in comune le informazioni sui punti dove si può alternare escursioni e lavoro da remoto è nato il gruppo Smart Trekkers, che in settembre ha fatto il suo primo raduno nazionale (e itinerante), lavorando e camminando per otto giorni nella bergamasca Val di Scalve, Il gruppo è presente su Instagram @smartrekkers (www.instagram.com/smartrekkers) e Facebook (www.facebook.com/groups/smartrekkers), dove gli utenti si scambiano informazioni sulla velocità di wi-fi e 4G nei rifugi. Fra quelli consigliati dagli smart trekkers figura, per esempio, il rifugio Malga Stain sopra Edolo (Bs), che con il wifi collegato alla parabola Starlink consente ben 150 Mbs in download. Spicca poi il rifugio Guido Rey, a 1761 metri in Val di Susa (To), che ha scommesso parecchio sui clienti smart workers, cui offre wifi a banda larga, scrivania con sedia ergonomica in camera e uno sconto del 20% sul soggiorno. Tra i percorsi proposti ci sono poi quelli un po’ ambiziosamente chiamati «Alte vie dello smart working»: ai Piani d’Erna e al rifugio Marchetti sopra Lecco; dalle Orobie bergamasche alla Valtellina; nella piemontese Valdossola; sul cammino di San Vili da Madonna di Campiglio a Trento. Pare che il trekking ideale consigliato da questi sportivissimi nomadi digitali preveda l’alternare nove giorni di cammino con cinque giorni di lavoro in un rifugio con free wi-fi. Per poi ripartire, zaino e notebook in spalla. © riproduzione riservata



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