Poco più di un miliardo per migliorare la sicurezza sui luoghi di lavoro. È l’ammontare delle risorse messe in campo dal governo alla vigila del primo maggio per prevenire incidenti e morti bianche.
Tecnicamente il tesoretto «reperito» dall’esecutivo ammonta a 650 milioni di euro, che sommati ai 600 milioni già disponibili dai bandi Inail, portano il totale a 1,2 miliardi di euro.
«Oggi dedichiamo la festa dei lavoratori a questo tema e ci impegniamo a fare ancora di più», ha detto la premier Giorgia Meloni in video-messaggio, in cui annunciava il nuovo sistema di incentivi destinati alle imprese.
Ma c’è ancora molto da fare e, almeno a parole, la maggioranza sembra esserne consapevole. Non a caso nella mattinata del 30 aprile era stato convocato un Consiglio dei ministri «con vista 1° maggio». Durante il tavolo l’esecutivo avrebbe dovuto approvare un provvedimento proprio come accadde nel 2023, ma così non è stato.
«Oggi non approviamo un decreto perché ci sembra importante una preventiva condivisione con il mondo sindacale e produttivo sulle misure da mettere in campo», ha dichiarato la ministra del Lavoro, Marina Calderone, al termine del Cdm. Ed effettivamente una data è stata fissata: il confronto ci sarà nella mattina dell’8 maggio, come confermato dal ministro Tommaso Foti.
Il numero totale di infortuni sul lavoro, secondo i dati Inail rielaborati dalla Cgil, è aumentato dopo la fine della pandemia, arrivando a toccare i 470 mila nel 2023. Andamento oscillante dal 2015 in poi, invece, per gli infortuni mortali che, sempre nel 2023, hanno raggiunto i 1.012 casi. «La pandemia di Covid-19 nel 2020 ha portato a un aumento particolarmente elevato con oltre 1500 infortuni mortali», si legge nel rapporto presentato il 30 aprile a Roma.
Due infortuni mortali su tre, secondo i dati, avvengono nelle imprese con meno di 50 addetti: nel 2023, su 1012 infortuni mortali in industria e servizi, 363 casi sono stati nelle imprese con meno di 10 impiegati, 281 casi in quelle tra 10 e 49 dipendenti. (riproduzione riservata)