skin track
Sicurezza, Meloni: l’Ue renda permanente la flessibilità sul patto di stabilità e crescita per gli investimenti in difesa
Politica Leggi dopo

Sicurezza, Meloni: l’Ue renda permanente la flessibilità sul patto di stabilità e crescita per gli investimenti in difesa

22 ottobre 2025, 12:20

L’Italia al Consiglio europeo non sosterrà la proposta di revisione della legge clima europea se non sarà sostanziata da un vero cambio di approccio. Bene l’apertura della Von der Leyen sui biocarburanti

Il Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre ancora una volta «arriva in un frangente internazionale estremamente complesso» e l'Italia si presenta «forte di una stabilità politica rara nella storia repubblicana al compimento del terzo anno del governo, forte di un ritrovato protagonismo internazionale che le viene riconosciuto, e di indicatori economici che la rendono apprezzata e attrattiva per gli investitori». Con queste parole la premier Giorgia Meloni ha aperto le sue comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.

Il riconoscimento del Fondo Monetario Internazionale e l'ultima valutazione sul rating dell'Italia da parte dell'agenzia Dbrs, «riportano finalmente l'Italia dove merita di stare, cioè in serie A, e dimostrano la correttezza della strategia di sviluppo e delle politiche di bilancio messe in campo da questo governo, confermate anche con la legge di bilancio parata la scorsa settimana dal consiglio dei ministri». Tutto questo consente all'Italia di presentarsi con «autorevolezza al tavolo del Consiglio europeo per contribuire con le sue posizioni a scelte che necessitano di pragmatismo, di visione e di ambizione».

Il piano dell’Italia per Gaza

Al Consiglio europeo, ha anticipato la premier, si parlerà ovviamente delle «gravi crisi internazionali».

Guardando al Medio Oriente, per il «piano in 20 punti sulla crisi mediorientale» siamo «molto grati a tutti i mediatori per lo sforzo diplomatico, Egitto, Qatar e Turchia soprattutto al presidente degli Usa Donald Trump che ha dedicato energie straordinarie per raggiungere quello che è un suo indiscutibile successo».

Le vicende delle ultime ore dimostrano quanto l'equilibrio sia fragile e sottoposto a rischi quotidiani. «La comunità internazionale è chiamata a disinnescare quei rischi con determinazione e pazienza», ha proseguito Meloni. «La violazione del cessate il fuoco da parte di Hamas dimostra chi sia il principale nemico dei palestinesi, ma la conseguente rappresaglia israeliana rappresenta un'altra scelta che non condividiamo». Tuttavia quello intrapreso con la firma della tregua è «l'unico percorso che valga la pena essere perseguito, l'unico che possa portare alla soluzione dei due Stati», ha aggiunto la premier. Conditio sine qua non per la pace è che «Hamas deve accettare di non avere alcun ruolo e deve essere disarmato».

L’Italia continua a svolgere un lavoro intenso che «la pone al primo posto tra le nazioni occidentali ed è pronta a incrementare il suo sforzo: Nell'ambito dell'operazione umanitaria Food for Gaza abbiamo inviato nella striscia oltre 2.000 tonnellate di farina e oltre 200 tonnellate di altri aiuti. Così come siamo in prima fila nelle evacuazioni sanitarie da casa con un totale di 196 persone tra bambini che avevano bisogno di essere curati nei nostri ospedali e relativi accompagnatori. Siamo stati i primi a creare dei corridoi universitari che hanno sinora consentito di accogliere in Italia 39 studenti beneficiari di borse di studio perché non c'è modo più efficace per aiutare la nascita dello Stato di Palestina se non sostenendo la formazione della sua futura classe dirigente», precisa la leader di FdI.

Con lo sguardo al futuro, «siamo pronti a fornire tutto il sostegno necessario all'Autorità Nazionale Palestinese, anche sul piano della formazione dei quadri dirigenti, affinché essa possa presto assumere piena responsabilità di governo all'interno di confini riconosciuti. Siamo pronti a contribuire con i nostri carabinieri, già da anni presenti a Gerico, per la formazione della polizia palestinese, e nella missione Ue per Rafah, il cui numero siamo pronti ad aumentare, lo ribadirò di persona al Presidente Abbas con il quale mi sono data appuntamento a Roma per i primi giorni di novembre». Nonché «siamo pronti a fare la nostra parte nel piano di ripristino delle infrastrutture essenziali a Gaza, specialmente quelle sanitarie, e abbiamo espresso la piena disponibilità ad essere co-organizzatori della Conferenza sulla ricostruzione della Striscia, che si terrà al Cairo», in Egitto.

Non è ancora definito concretamente l’apporto italiano su cui «ritengo opportuno un passaggio parlamentare» su queste materie, «sono certo che tutte le forze del Parlamento non mancheranno di dare un appoggio convinto», ha concluso sul tema la premier.

L’Italia non invierà truppe in Ucraina

Anche sul nodo Ucraina la posizione dell’Italia è chiara: «Il nostro sostegno al popolo ucraino resta fermo e determinato nell’intento di arrivare alla pace, che deve essere giusta e non frutto di sopraffazione, il che implica una soluzione equa, frutto di un percorso negoziale credibile, dove nessuna decisione sull’Ucraina può esser presa senza l’Ucraina», ha ribadito Meloni.

Finora Mosca è «riuscita a conquistare appena l'1% del territorio ucraino, tra l'altro a costo di grandi sacrifici in termini di uomini e di mezzi. Ed è esattamente questo stallo, però, che oggi può rendere possibile giungere a un'ipotesi di pace». È quindi il momento di «aumentare la pressione su Mosca» e per questo «lavoriamo al 19mo pacchetto di sanzioni europee».

L’obiettivo è «proseguire il lavoro che stiamo conducendo, insieme agli Stati Uniti – che, come ho sempre detto, devono essere parte integrante di questi sforzi - per definire garanzie di sicurezza robuste, credibili, efficaci nella loro chiaramente capacità di deterrenza, per Kiev e per tutti noi». Deterrenza che si basa innanzitutto sulla forza dell’esercito ucraino, che ad oggi è uno degli eserciti principali del Continente. Ma «gli altri due perni su cui questa architettura di sicurezza si deve reggere, dal nostro punto di vista, prevedono una componente politica, con un meccanismo di assistenza modellato dell'articolo 5 del Patto Atlantico; e una componente di rassicurazione prevista dalla cosiddetta coalizione dei volenterosi», ha spiegato la premier. Prima di ribadire ancora una volta che «l’Italia non invierà propri soldati sul terreno ucraino».

Al vertice Ue si affronterà inoltre il tema «dei beni congelati russi rispetto ai quali riteniamo, e non siamo i soli, che sia necessario rispettare il diritto internazionale, il principio di legalità, tutelare la stabilità finanziaria e e garantire la sostenibilità di ogni passo che dovesse essere intrapreso».

Flessibilità per le spese in difesa

Concentrandosi sull’Ue, Meloni sottolinea che «le recenti violazioni dello spazio aereo europeo hanno dimostrato, una volta di più, l'attualità del percorso di rafforzamento della prontezza europea di fronte a possibili minacce». Insieme agli altri leader europei al Consiglio «discuteremo la proposta della presidente della Commissione von der Leyen e dell'Alto Rappresentante, Kaja Kallas, su una Roadmap per la prontezza europea nella difesa, che raccoglie le proposte su come unire le forze degli Stati Membri per colmare alcune lacune nella nostra capacità difensiva». La Commissione, inoltre, proporrà alcuni progetti di interesse europeo, i cosiddetti «Flagship projects».

E con la finalità «di un piano più ampio di rafforzamento della difesa che richiede soluzioni finanziarie ancora più ambiziose, chiederemo di aprire un dibattito per rendere permanente la flessibilità sul patto di stabilità e crescita per gli investimenti in difesa» ha aggiunto la premier.

Intanto l’Italia, precisa Meloni, ha «cominciato il percorso di rafforzamento della sua difesa, aderendo ai finanziamenti agevolati previsti da Safe, Security Action for Europe, con l'assegnazione di 14,9 miliardi di euro, il che ci consente - come abbiamo annunciato e come dimostra la legge di bilancio - di rafforzare la nostra difesa senza distogliere un solo euro dalle altre priorità che il governo si è dato».

Cambio di approccio sulla transizione green

Al di là della sicurezza in senso stretto, il Consiglio si soffermerà sulla sfida climatica. L’Italia, ha dichiarato chiaramente Meloni, non sosterrà «la proposta di revisione della legge clima europea, a maggior ragione se non sarà sostanziata da un vero cambio di approccio».

L'Italia - ha spiegato la premier - «sostiene e continuerà a sostenere un ambizioso percorso di riduzione delle emissioni, un obiettivo che chiaramente consideriamo importante per la nostra salute, per i nostri territori, per la nostra autonomia strategica». Ma riteniamo che il modo migliore per «non raggiungere questo obiettivo sia continuare a rincorrere un approccio ideologico e pertanto irragionevole che impone obiettivi insostenibili e irraggiungibili, che producono danni al nostro tessuto economico-industriale, indeboliscono le nazioni europee e rischiano di compromettere definitivamente la credibilità stessa dell'Unione europea».

Come possiamo risultare credibili agli occhi dei nostri partner internazionali e degli investitori, «se ci poniamo obiettivi inverosimili, perfino dannosi, per chi volesse fare impresa in Europa e in Italia? Noi vogliamo abbandonare quell’approccio ideologico che ha caratterizzato la stagione del Green Deal, per abbracciare un pragmatismo serio e ben ancorato al principio di neutralità tecnologica», ha continuato la presidente del Consiglio.

Ad esempio, ha sottolineato Meloni: «Un’eventuale modifica della Legge Clima europea che preveda un nuovo obiettivo intermedio al 2040 dovrà essere accompagnato da chiare e definite condizioni abilitanti, ovvero strumenti che consentano di raggiungere gli obiettivi senza compromettere irrimediabilmente l’economia europea, a vantaggio, peraltro, di un numero sempre più alto di concorrenti strategici a livello globale, che fanno salti di gioia di fronte alle follie verdi che ci siamo autoimposti e che vogliamo continuare ad autoimporci».

Tuttavia, ha proseguito a premier, «dobbiamo rimanere aperti a tutte le soluzioni, come anche i biocarburanti sostenibili, che possono contribuire alla decarbonizzazione e che devono essere consentiti anche dopo il 2035. Finalmente, anche grazie alla nostra insistenza su questo punto e alla nostra capacità di portare su queste posizioni altri importanti partner europei, registriamo una prima apertura da parte della presidente Von der Leyen che, nella lettera sulla competitività inviata ai leader lunedì scorso, in previsione del Consiglio, fa esplicito riferimento a questa possibilità». Applicare questo principio, ha spiegato Meloni, significherebbe «garantire la sopravvivenza del motore endotermico, alimentandolo con carburanti alternativi e sostenibili, e quindi salvare gran parte della nostra filiera dell’automotive e del gas. Un obiettivo che ci siamo posti fin dall’inizio del nostro mandato e sul quale non intendiamo arretrare».

Bene dare priorità al tema casa

Inoltre al Consiglio europeo si discuterà di politiche abitative a fronte dei costi immobiliari. Il governo italiano «sta lavorando, e per questo ringrazio il vicepremier Matteo Salvini, a un importante piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie» ha detto Meloni. Quindi non «possiamo che accogliere con favore che nella politica Ue di medio termine la casa sia una delle cinque nuove priorità finanziabili».

Meloni, insieme a Merz e altri 15 capi di governo, ha «inviato una lettera alla presidente von der Leyen per accelerare ulteriormente la semplificazione normativa» ha spiegato la presidente del Consiglio. Che ha sottolineato, l'obiettivo è «porre rimedio agli errori del passato per rendere più facile la vita a cittadini e a imprese, perché non intendiamo rassegnarci alla deindustrializzazione del nostro continente». (riproduzione riservata) 

Articolo in aggiornamento



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)