L'effetto dei dazi Usa continua a pesare sul comparto azionario, con il Ftse Mib che è scivolato del 5,18% a 32853 punti in chiusura. Wall street aveva aperto in forte territorio negativo, ma è bastato un rumor, poi smentito dall'amministrazione Usa, in merito ad un possibile rinvio della applicazione dei dazi statunitensi, per innescare violenti acquisti in grado di portare il Dow Jones oltre l’1% di progresso, seguito anche dagli altri benchmark di riferimento. Tutto poi è stato rimangiato.
A livello macro, le vendite al dettaglio nell'area euro sono aumentate dello 0,3% su base mensile a febbraio, dopo la lettura invariata di gennaio, secondo i dati Eurostat. Gli economisti si aspettavano un incremento dello 0,5% m/m. Su base annua, le vendite al dettaglio dell'Eurozona sono aumentate del 2,3%, contro il precedente e atteso incremento dell'1,8%.
A piazza Affari, nessuna delle blue chip ha resistito ai pesanti cali, con le vendite che si sono concentrate in particolare sui titoli enegertici: A2A -8,54%, Eni -7,72%, Hera -7,49%, Enel -7,57%, Terna -6,05%, Snam -4,6%, Prysmian -4,84% e Saipem -5,51%.