Chiusura in calo per l'azionario milanese, con il Ftse Mib che segna -0,63%. Tra le blue chip, ha pesato in particolare il comparto bancario e Leonardo è scivolata del 6,3% a 48,78 euro.
I riflettori rimangono puntati sui colloqui commerciali tra Usa e Cina di Londra avviati ieri. Il segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick ha definito i colloqui "fruttuosi", mentre il segretario al Tesoro Scott Bessent ha parlato di un "buon incontro". Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intanto, ha affermato che le discussioni "stanno procedendo bene" e che "sta ricevendo solo resoconti positivi".
Sul fronte macroeconomico, ad aprile 2025 si stima che l'indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dell'1% rispetto a marzo. Nella media del periodo febbraio-aprile si registra un aumento del livello della produzione dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Lo rileva l'Istat. L'indice destagionalizzato mensile aumenta su base congiunturale per i beni di consumo (+1,8%), i beni strumentali (+0,8%) e i beni intermedi (+0,2%); l'energia risulta stabile.
Sul fronte societario, Intercos ha chiuso con il segno più, salendo dello 0,45% a 13,54 euro, dopo che l'azienda ha stretto un accordo strategico con Meiyume. A partire dal 2025, le società cinesi del gruppo Intercos diventeranno i fornitori ufficiali di bulk e semifiniti per Meiyume.
Tra le blue chip del settore finanziario hanno segnato i cali più marcati: Bper (-3,13%), B.P.Sondrio (-3,43%), Unipol (-3,12%), Unicredit (-2,59%) e Intesa Sanpaolo (-2,6%), seguite da Mps (-1,35%) e Mediobanca (-0,93%), mentre Generali ha terminato la sessione intorno alla parità (+0,03%).