Scivolone dell’oro che alle ore 22:00 perdeva il 3,5% a 2.306 dollari l’oncia. Il calo si è materializzato non appena è uscita la notizia che la Banca centrale cinese a maggio non ha comprato un’oncia del metallo prezioso dopo 18 mesi consecutivi di massicci acquisti. Un dato che lo scorso 20 maggio ha spinto l’oro al nuovo record di tutti i tempi a 2.450 dollari l’oncia.
La Banca centrale cinese non ha spiegato i motivi di questo stop. Si possono quindi fare solo delle ipotesi al riguardo: la prima è che Pechino giudichi troppo alti i livelli attuali dei prezzi. Già ad aprile gli acquisti avevano subito un rallentamento, scendendo a 60.000 once dalle 160.00 di marzo e dalle 390.000 di febbraio. E sempre in aprile le importazioni di oro erano diminuite del 30% rispetto al mese precedente.
Da notare, inoltre, che la Cina usa le riserve in valuta estera per comprare oro, riducendo così la sua esposizione al dollaro e ad altre valute estere. Può darsi quindi che la Banca centrale cinese abbia raggiunti i suoi attuali obiettivi di riduzione dell’esposizione al dollaro. (riproduzione riservata)