Lo Schema Volontario di Intervento (Svi) del Fitd potrà intervenire nelle piccole banche anche in situazioni di difficoltà antecedenti alla crisi conclamata. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, non è stata definita una dotazione specifica, ma il consiglio di gestione dello Schema potrà deliberare (con maggiore velocità rispetto alle decisioni dell’assemblea) interventi fino a 100 milioni totali, con un massimo di 25 milioni per banca. Le risorse saranno poi raccolte a chiamata post delibera. Le modifiche sono state approvate dalle assemblee del Fitd e dello Svi, che hanno ampliato così la possibilità di sostegno dello Schema nato per superare la crisi di Tercas nel 2015, quando la Commissione Ue ha impedito l’uso del Fitd. La decisione di Bruxelles è stata poi ribaltata dalla Corte di Giustizia Ue, che ha ridato al Fitd la facoltà di intervento nelle crisi. In attesa delle nuove regole sulle crisi (Cmdi), le modifiche allo Schema consentiranno al settore bancario di avere uno strumento ulteriore, in grado di sostenere in modo anticipato (prima di misure di intervento precoce tra cui l’amministrazione straordinaria) le piccole banche riducendo gli oneri. Al momento non ci sono interventi all’orizzonte. Lo Svi potrà sostenere istituti in difficoltà sotto il profilo patrimoniale, reddituale o di liquidità o in condizioni di rischio per la stabilità o per la sostenibilità del modello di business, nel caso ci siano concrete prospettive di risanamento della banca, sulla base di piani di ristrutturazione. (riproduzione riservata)