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Scauri (Lemanik): perché i mercati europei possono battere quelli Usa nel 2025

09 gennaio 2025, 11:19 Ultimo aggiornamento: 16:04

Quest’anno Andrea Scauri, gestore azionario Italia presso Lemanik, vede guadagni più contenuti e un'elevata volatilità, ma con un risultato comunque positivo al termine dei prossimi 12 mesi. Debolezza fino a marzo scontata

Il disallineamento economico tra Stati Uniti e area euro si riflette anche sui mercati finanziari, con una netta sovraperformance del mercato azionario americano rispetto a quello europeo, così come per il mercato obbligazionario governativo è il mercato area euro ad aver sovraperformato quello americano. In molti si chiedono se sia una dinamica destinata a proseguire, alimentata anche da una prospettiva di crescita degli utili 2025 che negli Stati Uniti è migliore (14,8%) rispetto all’area euro (8,7%).

Scauri (Lemanik): i mercati europei possono sovraperformare gli Usa nel 2025

Per Andrea Scauri, gestore azionario Italia presso Lemanik, i mercati azionari europei possono sovraperformare gli Usa nel 2025. «I mercati europei tendono generalmente a seguire l'andamento generale degli Stati Uniti, come di consueto. Ma è evidente che abbiamo assistito a una lettura estrema del sentiment e del posizionamento a favore dell'eccezionalità degli Stati Uniti rispetto all'Europa», sottolinea Scauri. «Tutti sanno che la valutazione è a buon mercato, ma anche la performance relativa ha raggiunto livelli senza precedenti. L'Europa, come il Russell, è ben posizionata per sovraperformare gli Stati Uniti o almeno per tenere il passo».

Nel 2025 guadagni più contenuti e un'elevata volatilità

Sembra un gioco di parole. Ma per il 2025, la principale visione contrarian è quella di non essere contrarian. I presupposti per il 2025, spiega Scauri, sono molto diversi da quelli del 2023 e del 2024. «Negli ultimi due anni la nostra visione generalmente rialzista era relativamente facile da formulare. Il sentiment era eccezionalmente ribassista in entrambi gli anni e i dati storici e statistici che utilizziamo per sostenere le nostre view davano un messaggio rialzista molto chiaro. Sebbene i mercati si siano spinti più in là e più in alto rispetto alle nostre aspettative positive, la direzione di marcia era chiara. Ebbene», prosegue Scauri, «il 2025 non presenta nessuno di questi fattori. Ci aspettiamo, quindi, un anno meno entusiasmante, con guadagni più contenuti e un'elevata volatilità, ma con un risultato comunque positivo al termine dei prossimi 12 mesi».

Tuttavia, precisa il gestore azionario Italia presso Lemanik, «riteniamo che i rendimenti limitati dell'intero anno possano essere migliorati in modo sostanziale in quanto ci aspettiamo alcuni importanti drawdown (massima discesa da un massimo precedente, ndr) nel corso dell’anno e la nostra strategia molto attiva e il nostro portafoglio concentrato possono generare ulteriore alfa».

Comunque, le aspettative di consenso potrebbero essere più o meno giuste. Gli strategist si aspettavano rendimenti negativi per due anni consecutivi nel 2023 e nel 2024 e questo ha reso abbastanza semplice l'assunzione dell'altro lato del trade. «Ora siamo convinti che le stime per il 2025 siano corrette. Per questo motivo, il risultato più contrarian sarebbe quello di un anno in cui il consenso si rivelasse corretto. Questo sarebbe probabilmente il risultato di per sé più contrarian. Riteniamo che per una volta i mercati finiranno l'anno vicino ai livelli previsti dalla maggior parte degli strategist», prevede Scauri.

Debolezza fino a marzo, poi rimbalzo

La differenza, tuttavia, sarà il percorso e il momento in cui potremo aspettarci ribassi e recuperi. «Questo sarà il nostro obiettivo principale nel corso dell'anno, ma abbiamo già qualche idea iniziale su come si svolgeranno le cose. È chiaro», sottolinea il gestore, «che stiamo entrando nel nuovo anno a livelli piuttosto elevati, anche dopo il recente sell-off post Fed. Il sentiment è rialzista, il posizionamento è alto, i livelli di liquidità sono bassi. Lo S&P e il Nasdaq hanno ricevuto alcuni segnali di vendita iniziali. Il grafico storico dell'S&P negli anni post-elettorali mostra un chiaro periodo di debolezza che dura fino a marzo. Un successivo rimbalzo nel secondo trimestre dovrebbe essere seguito da una maggior debolezza nella seconda metà e per tutta l'estate. È statisticamente significativo», conclude Scauri, «il fatto che gli anni post-elettorali, quando il partito in carica perde, tendono a essere i peggiori». (riproduzione riservata)



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