A un mese dall’approdo in Senato dopo il via libera della Camera, il cantiere del Salva-Milano si prepara a ripartire. Entro fine gennaio, spiega a MF-Milano Finanza il relatore Roberto Rosso (Forza Italia), l’ottava commissione svolgerà le audizioni di esperti e operatori del settore per cercare di raggiungere una convergenza «il più ampia possibile».
Domanda. Senatore Rosso, a che punto è l’iter del Salva-Milano?
Risposta. Questa settimana dovremmo stabilire i termini per la presentazione delle richieste d’audizione che, immagino, coinvolgeranno anche Anci e costruttori e si svolgeranno entro gennaio.
D. I detrattori parlano di «maxi-condono», una sorta di «liberi tutti» che darebbe il via a nuovi fenomeni d’abusivismo edilizio.
R. Nulla di tutto ciò. Si tratta di una norma che fornisce un’interpretazione autentica di quello che il legislatore dice. Peraltro, essendo Milano il comune più interessato, sarebbe opportuno che il testo venisse condiviso anche da chi la amministra: alla Camera il Pd ha votato a favore, al Senato è diviso. Vediamo cosa decideranno, ma auspicherei una convergenza, in un senso o nell’altro. Noi di Fi siamo responsabili e vogliamo risolvere il problema sia sul piano normativo sia su quello giudiziario.
D. Non un condono tombale, dunque, ma una pietra tombale sullo stallo dei cantieri del capoluogo lombardo?
R. Nessun condono tombale, solo un chiarimento. Questo governo sta lavorando molto per l’edilizia che è un traino importante dell’economia: oltre al Salva-Milano si pensi, per esempio, al Salva-Casa. Vogliamo andare avanti su questo percorso.
D. Al netto delle criticità evidenziate da alcuni, può essere l’occasione per semplificare una volta per tutte le norme sull’edilizia?
R. Assolutamente sì. L’obiettivo è semplificare, anche perché qui nessuno ha compiuto abusi: non andiamo a sanare niente. Semplifichiamo, che è esattamente quello che tutti gli operatori del settore chiedono. È una misura che aiuta tutto il Paese: sarebbe bello, una volta tanto, avere una convergenza bipartisan il più possibile ampia.
D. Nel frattempo, il contatore dei mancati oneri d’urbanizzazione segna 165 milioni di euro, per non palare dei miliardi di investimenti immobilizzati. Come e quando si chiuderà la partita?
R. Non so se il testo resterà identico a quello licenziato dalla Camera con l’aggiunta di osservazioni indirizzate al governo, o se sarà emendato e di conseguenza rinviato a Montecitorio. In quest’ultimo caso i tempi si allungherebbero, anche perché bisognerà dare priorità ai decreti in scadenza. Nel primo caso, invece, potrebbe bastare un mese per portare il testo in Aula. Capiremo qualcosa di più settimana prossima. (riproduzione riservata)