Completato il 15 luglio scorso l'aumento di capitale da 2 miliardi di euro, ritenuto indispensabile al risanamento finanziario e al rilancio industriale, che ha visto l'ingresso di un pool di banche con il 29,6% (per la parte non sottoscritta dai soci e dal mercato) e che ha portato molta volatilità sul titolo, Saipem si rimette in carreggiata e chiude il primo semestre con una robusta crescita di ricavi e margini e con un indebitamento finanziario in linea con i target dopo un 2021 che invece era stato archiviato con un profit warning e una perdita annuale di 2,5 miliardi.
I ricavi si sono attestati a 4,435 miliardi di euro, con una crescita del 39% rispetto allo stesso periodo 2021 e oltre le attese del consenso Factset di 4,176 miliardi, e l'ebitda adjusted a 321 milioni (negativo per 266 milioni nel 2021) battendo le indicazioni del consenso di 268 milioni. La società guidata dall'ad Francesco Caio in particolare nel secondo trimestre ha evidenziato un rafforzamento della crescita con ricavi di 2,493 miliardi, +28% rispetto al primo trimestre (2,234 il consenso) ed ebitda adjusted di 176 milioni, +21% rispetto al primo trimestre (123 milioni il consenso). Il bilancio del semestre si è chiuso ancora in rosso a -130 milioni (-174 milioni le stime del consenso) in miglioramento dai -779 milioni dello stesso periodo 2021. I dati comprendono anche i risultati del settore Drilling Onshore oggetto di cessione che sono stati rilevati come discontinued operations (il 1° giugno 2022, Saipem e Kca Deutag hanno sottoscritto un contratto per la cessione delle attività di tale settore per 550 milioni di dollari cash più il 10% delle azioni di Kca, l'operazione si perfezionerà nel quarto trimestre 2022). Acquisiti ordini nel semestre per 4,866 miliardi (4,261 miliardi nel primo semestre 2021), in linea con le priorità del piano strategico. Il portafoglio ordini a fine giugno ammonta a 22,984 miliardi. Prosegue l'attuazione del piano, e in particolare le iniziative di valorizzazione di asset, di miglioramento della liquidità (cessione del drilling onshore e della nave Fpso Cidade de Vitória) e di riduzione dei costi. L'indebitamento finanziario netto post Ifrs-16 è a 1,7 miliardi (ante aumento di capitale) da 1,541 miliardi di fine 2021. Confermati i target di piano strategico 2022-25 (tra cui per il 2022 oltre 500 milioni di ebitda adjusted e indebitamento finanziario netto post Ifrs-16 a fine anno a circa 800 milioni di euro, esclusi i proventi attesi dalla cessione del Drilling Onshore). (riproduzione riservata)