Saipem chiude il primo semestre 2021 con ricavi a 3,2 miliardi di euro, in calo del 12,9% sul primo semestre 2020, e poco sotto le attese degli analisti (consenso Bloomberg) di 3,241 miliardi. L'ebitda adjusted è in perdita per 266 milioni rispetto alle stime di un dato positivo per 166 milioni e a fronte di +355 milioni nello stesso periodo 2020. I risultati operativi, spiega il gruppo guidato dall'ad Francesco Caio, riflettono un rallentamento rispetto al primo semestre 2020 in particolare per le attività di ingegneria e costruzioni, principalmente per il protrarsi degli effetti dell’emergenza sanitaria Covid 19 sulle attività operative, con ritardi nell’esecuzione dei progetti e il rinvio delle decisioni di investimento, per la sospensione delle attività del progetto Lng onshore in Mozambico e per i problemi specifici operativi di un progetto eolico offshore nel Mare del Nord. Il progetto rimane nel portafoglio ordini al 30 di giugno 2021 per un ammontare di circa 3,6 miliardi, con una rimodulazione dei tempi di realizzazione.
Ma Saipem evidenzia comunque segnali di miglioramento nelle perforazioni con un incremento della domanda e prospettive di pieno utilizzo della flotta. I nuovi contratti sono stati pari a circa 4,4 miliardi di euro nel semestre (4,83 miliardi nello stesso periodo 2020) con un portafoglio ordini di circa 26,2 miliardi a fine giugno (circa 78% della porzione E&C non legato al petrolio) includendo il portafoglio delle società non consolidate (25,2 miliardi al 31 dicembre 2020).
L'ebit è in rosso per 638 milioni e si riduce la perdita rispetto ai -711 milioni del primo semestre 2020, mentre l'ebit adjusted è a -515 milioni rispetto al dato positivo per 42 milioni nel primo semestre 2020. Il bilancio si chiude con un risultato netto di -779 milioni dai -885 milioni dello stesso periodo 2020 e il risultato netto adjusted è a -656 milioni dai -132 milioni del primo semestre 2020, ben al di sotto delle attese del consenso di -229 milioni. L'indebitamento finanziario netto post-Ifrs 16 è a 1,36 miliardi (circa 1,1 miliardi di euro pre Ifrs 16), in lieve calo rispetto al primo trimestre, risultato dell'attenta gestione dei cash flow. La liquidità è a 2,3 miliardi a seguito dell'emissione obbligazionaria di 500 milioni a sette anni a tasso fisso collocata con successo a marzo 2021 e grazie alle disponibilità delle società consolidate e delle joint ventures di progetto. A disposizione una linea revolving inutilizzata da 1 miliardo. Gli investimenti tecnici sono stati pari a 135 milioni (195 milioni nel primo semestre del 2020).