Nel primo trimestre Saipem, dopo le turbolenze dei mesi scorsi e l'aumento di capitale di 2 miliardi di euro annunciato a fine marzo scorso, ha registrato ricavi per 1,942 miliardi di euro, in crescita del 20% sullo stesso periodo 2021, trainati da E&C offshore e dai due segmenti drilling, ma sotto al consenso di 2,2 miliardi. L'ebitda adjusted è salito a 145 milioni dagli 88 milioni nel primo trimestre 2021 e dai circa 120 milioni nel quarto trimestre 2021 al netto dell'impatto della backlog review che ha portato a fine gennaio all'allarme utili sui conti 2021 e al successivo aumento di capitale, oltre le previsioni del consenso di 105 milioni. Considerando la backlog review l'ebitda era stato negativo per 901 milioni, quindi nel primo trimestre è tornato in attivo.
L'andamento dell'ebitda adjusted, spiega il gruppo, segue sostanzialmente i driver di crescita dei ricavi. L'ebit adjusted è stato di 14 milioni rispetto alla perdita di 34 milioni nel primo trimestre 2021 e al rosso di 1,039 miliardi del quarto trimestre. Il periodo si chiude con un risultato netto adjusted di -85 milioni, a fronte di -89 milioni del consenso, rispetto alla perdita di 105 milioni dello stesso periodo 2021 e al maxi rosso per 1,052 miliardi del quarto trimestre per le note difficoltà che hanno portato al profit warning di inizio anno. L'indebitamento finanziario netto è pari a 1,251 miliardi dai 1,541 miliardi al 31 dicembre 2021, in miglioramento grazie ai primi interventi dei soci di riferimento nel contesto della manovra di rafforzamento patrimoniale e finanziario. Il consenso stimava un importo più elevato e pari a 1,77 miliardi. L'acquisizione di ordini nel trimestre è stata pari a 2,356 miliardi, in particolare nei segmenti E&C offshore e drilling offshore, "a conferma della positiva fase di mercato", osserva la società. Nello stesso periodo 2021 gli ordini acquisiti erano stati di 1,594 miliardi e nel quarto trimestre di 2,34 miliardi. Il portafoglio ordini residuo è a 22,179 miliardi (23,934 miliardi includendo il portafoglio ordini delle società non consolidate. Sui progetti in Russia, il backlog complessivo al 31 marzo 2022 è pari a 1,777 miliardi, di cui 217 milioni per progetti inclusi nel campo di consolidamento di Saipem.
Il gruppo ha detto che la manovra di rafforzamento patrimoniale e finanziario del gruppo varata dopo il profit warning di gennaio prosegue in linea con le tempistiche pianificate. I soci Eni e Cdp hanno versato entro il 31 marzo 2022 646 milioni in conto futuro aumento di capitale ed è stata sottoscritta con un pool di otto banche italiane ed internazionali la liquidity facility, garantita da Eni per 855 milioni ed erogata per 680 milioni il 4 aprile. Inoltre il 17 maggio si terrà l'assemblea straordinaria degli azionisti che sarà chiamata a deliberare la riduzione del capitale sociale per perdite e l'attribuzione al cda della delega all'aumento di capitale da 2 miliardi come deliberato il 24 marzo scorso. Il gruppo poi evidenzia che ha ripagato 500 milioni di bond in scadenza al 5 aprile e ha avuto un upgrade del rating creditizio da parte di S&P Global da BB- (creditwatch negativo) a BB (outlook positivo) il primo aprile. Di recente Saipem ha reso noto il nuovo piano industriale 2021-2025. Il management prevede ora un tasso di crescita dei ricavi del 15%, invariato rispetto al piano precedente, anche se la società parte da una base più bassa. E nel comunicare la trimestrale ha lasciato invariati i target del piano. (riproduzione riservata)