Ricavi record nel 2024 per Sabaf che alza il dividendo. Il gruppo che produce componenti per elettrodomestici ha chiuso l’esercizio con un fatturato pari a 277 milioni di euro, in aumento del 15,8% (+10,1% a pari perimetro di consolidamento) rispetto ai 239,1 milioni del 2023 e in linea alla stima di Equita a 278,2 milioni. «È, storicamente, il livello più alto di ricavi raggiunto dal gruppo, un dato che acquista un particolare valore se si considera che la fase di debolezza del settore degli elettrodomestici è proseguita anche nel 2024», si legge nel comunicato della società.
Sabaf ha fatto leva sull’internazionalizzazione, sull’ampliamento della gamma di prodotti e sull’aumento del potenziale produttivo per incrementare la quota di mercato. La crescita è stata sostenuta dalle buone performance in Europa, dal contributo positivo del mercato sudamericano e dall’espansione delle attività dei nuovi siti produttivi in Messico e in India.
La ripresa dei volumi di vendita ha contribuito a migliorare la redditività: l’ebitda è cresciuto del 22,2% a 40,4 milioni (41 milioni la stima di Equita), l’ebit ha raggiunto quota 21,2 milioni, anche in questo caso in linea con le previsioni della Sim, dai 17,5 milioni del 2023 e l’utile netto è stato pari a 16 milioni, in aumento rispetto ai 14,2 milioni del 2023 e oltre la previsione di Equita a 13,1 milioni.
Inoltre, dopo investimenti per 14,7 milioni, il free cash flow è stato positivo per 12,3 milioni (22,9 milioni nel 2023). Solo in lieve aumento l’indebitamento finanziario netto a 73,9 milioni (73,2 milioni a fine 2023). Equita, però, lo vedeva scendere a 71,5 milioni. Il cda proporrà all’assemblea degli azionisti, convocata per il prossimo 29 aprile, la distribuzione di un dividendo di 0,58 euro per azione (dal precedente a 0,54 euro per azione, il 26 maggio lo stacco della cedola) e chiederà il rinnovo dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie.
«Il fatturato del 2024, in crescita del 16%, rappresenta il record storico di Sabaf, risultato particolarmente significativo se messo in relazione con la debolezza del mercato di riferimento», ha commentato l’ad, Pietro Iotti, ottimista per il 2025: «Dopo un triennio difficile, l’anno in corso prospetta una ripresa del mercato, confermata dagli ordini ricevuti nel primo trimestre. Questa tendenza, unita ai benefici degli interventi strategici (diversificazione dell’offerta, potenziamento del footprint industriale, sviluppo delle sinergie di gruppo), ci rende fiduciosi di poter conseguire un altro anno di buona crescita», ha previsto il top manager.
Non mancano, tuttavia, i motivi d’incertezza. Le prime misure di politica economica adottate dalla nuova amministrazione degli Stati Uniti hanno creato tensioni internazionali di cui è difficile prevedere gli effetti. Ma l’organizzazione di Sabaf, con la presenza produttiva diretta negli Stati Uniti grazie alla recente acquisizione di Mec, mitiga i rischi collegati all’introduzione dei dazi, si legge ancora nel comunicato. In particolare, un contributo importante è atteso dalle vendite in Nord America, anche grazie allo stabilimento produttivo in Messico che sta aumentando i volumi e ampliando la gamma di prodotto.
A Piazza Affari, post conti 2024, il titolo Sabaf è salito in chiusura dell’1,7% a 14,95 euro. Negli ultimi tre mesi ha guadagnato il 5% circa. Equita ha un rating buy e un target price a 22 euro. (riproduzione riservata)