Il mercato del private credit mostra segnali di miglioramento nel 2025, pur in uno scenario ancora complesso che ha visto i grandi fondi bloccare i riscatti o registrare deflussi per miliardi. È quanto emerge dal report di S&P Global Ratings Private Credit Showed Signs Of Improvement In 2025, Despite Challenges, che analizza lo stato di salute delle società finanziate attraverso il mercato del private credit. Il dato più rilevante riguarda il rapporto tra bocciature (downgrade) e promozioni (upgrade) dei titoli, salito a 1,0: per la prima volta dal terzo trimestre 2022, i downgrade non superano gli upgrade per l’agenzia di rating Usa.
Alla fine del 2025 i fondamentali delle società debitrici risultavano mediamente positivi: il 74% ha registrato un aumento dei ricavi su base annua, il 64% ha riportato una crescita dell’ebitda, mentre il rapporto (mediano) di copertura degli interessi (un indicatore che misura quanto un’azienda è in grado di pagare gli interessi sul debito con i propri utili operativi.) è salito a 1,74 volte, da 1,61 di fine 2024.
Nonostante il miglioramento complessivo, i downgrade restano concentrati in alcuni comparti specifici. Dall’analisi di S&P Global emerge che i settori con il rapporto downgrade/upgrade più elevato nel 2025 sono: Diversified consumer services ovvero i servizi al consumo, con un rapporto 2,5 volte (10 downgrade contro 4 upgrade), Trading companies and distributors, sono le imprese industriali che acquistano e rivendono beni, materiali o attrezzature con un rapporto di 2,5 volte (5 downgrade, 2 upgrade), Hotels, restaurants and leisure, quindi tutto il settore ricreativo, peraltro impattato dalla guerra del Golfo ora, al livello di 2,4 volte (12 downgrade, 5 upgrade), Construction and engineering, il settore delle costruzioni a 2,1 volte (17 downgrade, 8 upgrade), Health care equipment and supplies, la Salute, a 2,0 volte (12 downgrade, 6 upgrade), Commercial services and supplies e Machinery, servizi commerciali e macchinari entrambi a 1,8 volte. Anche il comparto Health care providers and services che rappresenta una quota rilevante dell’esposizione totale (10,8%), presenta un rapporto pari a 1,4 volte (41 downgrade contro 30 upgrade).
Al contrario, tra i settori più resilienti figurano: Food products (rapporto 0,3 volte), Healthcare technology (0,4x volte), Software (0,5 volte), Chemicals (0,9 volte).
Il settore software – insieme ai comparti healthcare technology e IT services – rappresenta il 20% dell’esposizione complessiva delle società sotto ananlisi. Nonostante il deterioramento del sentiment di mercato, nel 2025 il settore ha mostrato resilienza: upgrade assegnati al 10% dei debitori, downgrade limitati al 6% e un rapporto downgrade/upgrade pari a 0,5 volte, tra i migliori del mercato. L’80% delle società del settore ha registrato un aumento dei ricavi su base annua, con una crescita mediana superiore al 10%, mentre oltre il 70% ha aumentato l’ebitda (crescita mediana del 28,2%. (riproduzione riservata)