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S&P, 2024 anno di transizione per l’Italia. Spread stabile
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S&P, 2024 anno di transizione per l’Italia. Spread stabile

di Gerica Antolini, agenzia Mf-Newswires
10 gennaio 2024, 14:45 Ultimo aggiornamento: 15:03

Il 2024 sarà un anno di transizione per l'economia italiana, con una crescita attesa dello 0,6% del pil, superiore allo 0,5% della Germania, prevede S&P Global. Banche italiane meno esposte al rischio di credito | Italia, S&P Global mantiene il rating BBB con outlook stabile

Il 2024 sarà un anno di transizione per l'economia italiana, con una crescita attesa dello 0,6% del pil, superiore allo 0,5% della Germania. Lo ha detto Sylvain Broyer, chief economist Emea, S&P Global Ratings Italy, durante la conferenza annuale di presentazione dell'outlook 2024, sottolineando che questo dipende da vari fattori: la disinflazione è stata più forte in Italia rispetto che in altri Paesi dell'Eurozona e proseguirà nel corso dell'anno.

Spread atteso stabile

Allo stesso tempo i salari reali continueranno ad aumentare in maniera sana in un contesto di miglioramento strutturale del mercato del lavoro. «Un altro fattore importante sono gli investimenti pubblici, che saranno essenziali per implementare la crescita italiana non solo nel breve ma anche nel medio termine», ha precisato Broyer. «Ci aspettiamo che lo spread rimarrà sostanzialmente stabile», con il rendimento del Btp decennale che in media si posizionerà al 4,7%, ha aggiunto l'economista, segnalando che la crescita della Germania rimarrà al di sotto del trend degli scorsi anni mentre i fondamentali economici italiani sono migliorati.  Le condizioni sono «molto differenti rispetto a 10 anni fa» con «il sistema bancario italiano molto più stabile» e il mercato immobiliare più resiliente del comparto tedesco e di altri Paesi dell'area euro.

Imprese italiane sotto la media europea per quanto riguarda l'outlook negativo

Per quanto riguarda le imprese, lo scenario principale per il 2024 è quello di una relativa stabilità, in linea con gli altri Paesi dell'area euro, nonostante il contesto caratterizzato da tassi alti e rischi geopolitici. Renato Panichi, senior director corporate ratings, S&P Global Ratings, ha osservato che la percentuale per un outlook stabile è alta, con circa quattro quinti delle imprese italiane che rientrano in questa view, segnalando una forte tenuta del credito rispetto all'attuale debolezza dell'economia. Questo dato è invariato rispetto al 2022 e leggermente migliore rispetto agli altri Paesi dell'area euro.

Al contempo, Panichi ha sottolineato che l'Italia è sotto la media europea per quanto riguarda la percentuale relativa all'outlook negativo. Le prospettive negative delle imprese italiane sono pari all'8% a dicembre 2023, leggermente inferiori a quelle di dicembre 2022, mentre il deterioramento della qualità del credito dal 2022 è più contenuto rispetto ad altri Paesi europei, in particolare la Germania. Inoltre, la maggior parte delle prospettive negative per il 2024 riguarda la categoria di rating non investment grade.

Resilienza del settore dei servizi

L'esperto ha evidenziato la resilienza del settore dei servizi rispetto al manifatturiero, in linea con le ultime indagini Pmi di dicembre. La debolezza della domanda nel settore manifatturiero è rimasta evidente alla fine del 2023, ma la produzione dei servizi è ampiamente migliorata, in particolare nel turismo. Secondo Panichi, la forza delle imprese italiane è in parte da ricondurre alla resilienza all'aumento dell'inflazione, grazie al trasferimento dei rincari al consumatore attraverso un rialzo dei prezzi di vendita.

La crescita dei ricavi si affievolirà

Nel corso del 2024 «la crescita dei ricavi si affievolirà gradualmente, ma il dato è abbastanza in linea a quello degli altri Paesi dell'area euro», mentre «la redditività registrerà un modesto miglioramento, anche in questo caso in linea con la media europea». Sul fronte degli investimenti, invece, si verificherà un rallentamento dopo un periodo positivo: «Ci aspettiamo in tutte le Regioni tassi di crescita leggermente sopra lo zero, che è un fattore positivo perché non siamo davanti ad un ciclo negativo, rimaniamo comunque di fronte a una crescita. Gli investimenti nei prossimi cinque anni saranno guidati da alcuni megatrend, come la transizione energetica e la digitalizzazione», ha spiegato l'esperto.

Banche italiane meno esposte al rischio di credito

Migliora, infine, la prospettiva di S&P sulle banche italiane. «Rispetto allo scorso anno abbiamo migliorato la nostra view sulle banche, che ora sono meno esposte al rischio di credito. Il settore si trova attualmente in una condizione migliore per eventualmente dover affrontare uno scenario sfavorevole», ha commentato Mirko Sanna, director financial institutions, S&P Global Ratings, durante la conferenza. Nel 2024 ci sarà «un graduale aumento dei tassi di deterioramento, ma stiamo parlando di livelli normali, bassissimi se rapportati alla storia del credito italiano. Sará una situazione gestibile rispetto a quello che la banche italiane possono affrontare. Inoltre le garanzie statali per il 2024 faranno ancora da cuscinetto».

Mentre le eventuali maggiori perdite su crediti «saranno compensate nei bilanci dal margine di interesse del 50-55% più alto rispetto ai livelli della pandemia. Ci sarà un probabile picco nel primo trimestre 2024 per poi stabilizzarsi, ma la redditività delle banche sarà ancora molto sostenuta, solo nel 2025 avremo una riduzione significativa del margine». (riproduzione riservata)



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