La Banca centrale russa mantiene invariato al 16% il tasso di riferimento venerdì 7 giugno, nonostante un tasso di inflazione dell’8,2% su base annua, ben oltre il target del 4%. L’istituto, guidato dalla governatrice Elvira Nabiullina, ha anticipato che potrebbe aumentare in futuro il tasso di riferimento se l’inflazione non da cenno di rallentare. «Il ritorno dell'inflazione al target richiederà un periodo significativamente più lungo di mantenimento di condizioni monetarie stringenti nell'economia», scrive la banca centrale venerdì, che «tiene aperta la prospettiva di aumentare il tasso chiave».
Nabiullina ha dichiarato all'inizio di questa settimana che rimane impegnata a ridurre l'inflazione all'obiettivo del 4%, ma nella dichiarazione di venerdì della banca centrale non vi è traccia di una previsione di inflazione del 2024. Nabiullina ha affermato che l'inflazione avrebbe raggiunto il livello desiderato solo entro il prossimo anno.
La banca centrale ha avvertito che alla base di questa forte pressione inflazionistica vi è l’aumento della spesa militare, dovuta alla guerra in Ucraina che si trascina da oltre due anni. La spesa per la guerra è riuscita a sostenere l'economia, ma tra gli effetti collaterali si è osservata anche una grave carenza di manodopera nel Paese, poiché centinaia di migliaia di uomini sono stati mobilitati per combattere e riempire i ranghi dell'industria delle armi, in forte espansione. «La carenza di manodopera costituisce il principale vincolo all'espansione della produzione di beni e servizi. La rigidità del mercato del lavoro continua a crescere», ha detto venerdì la Banca centrale russa.
Sul mercato forex l’impatto è moderatamente positivo, con l’euro che perde circa l’1% sul rublo russo a un cambio di 96,24 rubli per euro. (riproduzione riservata)