Il Ftse Mib archivia in lieve calo (-0,4% a 39.762 punti) la seduta odierna, in seguito a un'accelerazione al ribasso negli ultimi minuti di contrattazioni con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che sembrerebbe in procinto di "licenziare" il numero uno della Fed, Jerome Powell.
Sul fronte dei dati macroeconomici, a giugno l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su maggio e dell'1,7% rispetto a giugno 2024 (da +1,6% registrato nel mese precedente). Lo rende noto l'Istat, confermando la stima preliminare. In particolare, a giugno 2025 l'inflazione sale leggermente portandosi all'1,7% (dal +1,6% di maggio), soprattutto per effetto dell'accelerazione tendenziale dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (+4,2% da +3,5%).
In spolvero Ferrari (+2,12%), seguita da Tim (+1,45%). Secondo gli analisti di BofA il secondo trimestre di quest'ultima sarà sostenuto dalla crescita dei ricavi da servizi nel mercato domestico, con l'Ebitda after lease visto salire del 4,7% rispetto ai primi tre mesi dell'anno.
In forte calo Stellantis, che lascia sul terreno il 6,21%, dopo aver annunciato in mattinata la volontà di abbandonare la produzione a idrogeno. Deboli anche Buzzi (-4,19%), Iveco (-3,42%) e Leonardo Spa (-2,8%).
Tra le banche, B.Mps guadagna lo 0,25%, dopo l'intervista a Bloomberg del ceo Luigi Lovaglio che si è detto fiducioso di raggiungere il 66% di Mediobanca (+0,28%) e che sostiene la necessità di cercare un ceo internazionale per Piazzetta Cuccia. Unicredit segna -0,42% e Banco Bpm +0,05%. In territorio negativo Bper -1,04% e B.P.Sondrio -0,74%, ancora oggetto di realizzi dopo il forte balzo di lunedì (oltre +6%). Fuori dai giochi del risiko, Intesa Sanpaolo guadagna un +0,18%.
In luce, infine, Lottomatica (+2,32% a 24,68 euro). Gli esperti di Jefferies hanno alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 23 a 32 euro, confermando la raccomandazione buy, dopo un aggiornamento delle stime in vista del secondo trimestre.
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