L’industria delle reti di consulenti si conferma in buona salute, e archivia il primo semestre con masse record a quota 856 miliardi di euro. «Un risultato che è prova ancora una volta di come la valorizzazione del portafoglio trovi fondamento nella corretta diversificazione degli investimenti e in strategie di medio lungo termine», dichiara Massimo Doris, presidente di Assoreti, l’associazione di categoria dei consulenti che ha redatto i dati sul patrimonio a fine giugno. Il dato degli 856 miliardi rappresenta un incremento del 14,6% rispetto a giungo 2023: merito dell’effetto raccolta (+5,9%), unito a quello legato alla performance degli investimenti (+5,9%) e a variazioni nel perimetro di rilevazione (+2,9%).
Come prevedibile nell’anno di lancio della famiglia dei Btp Valore, la quota di titoli di Stato nel portafoglio delle reti è aumentata in modo considerevole, passando da 47 a quasi 77 miliardi che, tradotto in percentuali, si traduce in un balzo dal 6,2% al 9% delle masse complessive. È, invece, diminuito il peso delle azioni, scivolate dal 7% al 6,5% ma con una valorizzazione complessiva in aumento, da 52 a 56 miliardi, favorita anche dalla buona performance delle borse.
La valorizzazione dei prodotti del risparmio gestito, nel loro insieme, segna una crescita dell’11,1% annuo, determinata per 7,5 punti dall’effetto mercato. Il valore dei soli fondi comuni sottoscritti direttamente si attesta a 232,4 miliardi, con una crescita del 12,8% rispetto a giugno 2023 e un’incidenza complessiva sul portafoglio che si attesta al 27,1%, sostanzialmente stabile rispetto al 27,6% dello scorso anno. A diminuire è, invece, il peso dei prodotti assicurativi e previdenziali, scesi dal 26% al 24,7% delle masse totali: anche in questo caso, si tratta solo di una flessione relativa, in quanto in valore assoluto la loro valorizzazione è salita da 195 a 211 miliardi. (riproduzione riservata)