Un male oscuro attanaglia da qualche tempo Reply, la multinazionale dell’It quotata allo Star che ha visto una continua flessione del valore del suo titolo nell’ultimo anno? L’azione, che oggi veleggia intorno ai 97 euro, ne valeva 160 un anno fa. E di fatto è tornata ai minimi toccati sia nel novembre 2023, sia nel febbraio del 2021.
Anni luce fa, per un titolo che, partito dalla information technology, è ormai attivo nel campo mirabolante dell’intelligenza artificiale. Nel mezzo, tra i minimi toccati di nuovo, due grandi rialzi verso l’alto sia nell’intero 2021 che lungo tutto il 2024, con punte salite a 150-160 euro. Il grafico di borsa, se letto nel lungo periodo, pare andare sull’ottovolante. Eppure questa attuale debolezza, che dura ormai da un anno, pare non avere motivi sufficienti a giustificare le vendite sul listino.
Il gruppo, storicamente posseduto dalla famiglia Rizzante (fu fondata da Mario, padre Tatiana, l'attuale ceo, nel 1996 a Torino), che con la cassaforte di famiglia detiene il 37% del capitale, continua a sfornare risultati più che buoni sul fronte dei numeri. Nessun accenno di caduta o contrazione; niente debiti e cassa disponibile per oltre mezzo miliardo.
Anche nei primi nove del 2025 i fondamentali di bilancio sono cresciuti: il fatturato consolidato è salito 1,82 miliardi contro i 1,67 miliardi al 30 settembre 2024; il margine operativo lordo è stato di 335,5 milioni a fronte dei 275 di 12 mesi prima e l’utile operativo è salito a 281 milioni dai 224 dei nove mesi del 2024.
E per l’intero 2025 gli analisti di Intermonte, che seguono il titolo, hanno stime confortanti con ricavi a quota 2,49 miliardi, ebitda a 465 milioni, ebit a 378 milioni e un utile netto per il 2025 di 250 milioni, pari al 10% dei ricavi.
Di fatto Reply conferma di essere in salute, con crescite continue e una marginalità operativa al 15% dei ricavi. E in effetti Reply ha dimostrato nel tempo di generare una buona marginalità operativa, sempre intorno al 14% negli ultimi anni.
Inoltre anche la struttura finanziaria è in stato ottimale. La posizione finanziaria netta è positiva è positiva da tempo immemore e la cassa libera è arrivata a valere mezzo miliardo. C’è potenza di fuoco per acquisizioni, investimenti ed eventualmente per andare a debito, senza pregiudicare l’ottima stabilità finanziaria.
E gli utili sfornati con costanza nel tempo vedono la società sedere su un capitale netto di 1,3 miliardi a fine del 2024. E allora il mistero si complica. Perché un gruppo solido, con tassi di crescita positivi e costanti nel tempo, senza la zavorra del debito, finisce per essere maltrattato in borsa?
Prima di questi anni caratterizzati dalle forti oscillazioni, con picchi massimi e discese violente sui minimi, Reply è stato un titolo da favola per i maratoneti del listino: dal 2014 al picco massimo di fine del 2021 il titolo è salito con costanza certosina, passando da 15 euro a oltre 180 euro. Facendo del gruppo It una vera perla del listino milanese. Se volevi investire in tech a Milano c’erano pochi titoli e appunto Reply era uno dei pochi che poteva dare un alternativa al gigante STm.
Tale scarsità ha fatto concentrare le attenzioni anche su Reply. Poi qualcosa si è rotto nel feeling con la borsa. Non ci sono spiegazioni razionali. A meno che non si guardi a Reply come a campione dell’Ai. E allora forse la redditività, pur buona, deve sembrare agli investitori più rapaci non in linea con i campioni dell’hi-tech, soprattutto Usa, che generano utili operativi intorno al 30% dei ricavi. E forse, sempre per gli investitori che non si accontentano mai, può non piacere quella profittabilità buona, ma che con il tempo non cresce, si accontenta di rimanere stabile.
Guardando da un altro punto di vista Reply, a questi prezzi di borsa capitalizza 3,75 miliardi con un utile netto atteso a fine anno di 250 milioni. Vuol dire un multiplo di prezzo/utile di 15 volte.
Al confronto con certi multipli stellari secondo cui molte tech Usa valgono 40-50 volte i ricavi, Reply tutto sommato non appare certo cara. Ecco, se osservata la cosa da questo punto di vista si potrebbe dire che l’azione si presta come un trampolino di lancio per un prossimo rimbalzo sul listino. (riproduzione riservata)