Dopo Fed e Bce, anche la Bank of England ha lasciato i tassi di interesse invariati al 5,25%. La decisione è stata presa a maggioranza, con sei componenti del direttivo che hanno votato per mantenere immutata la politica monetaria, due che si sono espressi per un aumento del costo del denaro e uno per un taglio.
Affiancandosi alla nuova retorica delle altre due banche centrali,il governatore della BoE, Andrew Bailey, ha dichiarato che «prima di poter abbassare i tassi di interesse, il board dovrà vedere ulteriori prove che l’inflazione scenderà fino all’obiettivo del 2%». La Banca d’Inghilterra ha quindi abbandonato la linea secondo la quale sarebbe stato necessario un «ulteriore inasprimento» della politica monetaria, se fosse emersa una pressione inflazionistica più persistente. Tuttavia, secondo l’istituto, la crescita salariale notevolmente più elevata distingue la Gran Bretagna da altri Paesi.
Sebbene il carovita e la crescita dei salari si siano attestati ben al di sotto delle aspettative, secondo gli analisti i dati rimangono ancora troppo alti. Pertanto, secondo gli analisti di Unicredit il primo taglio dei tassi dovrebbe arrivare a settembre. Gli esperti di Ing sottolineano che, come nel resto del mondo, il percorso di politica monetaria della Banca dipenderà in larga misura dai dati, poiché il board continuerà a concentrarsi sul mercato del lavoro, sulla crescita dei salari e sull’inflazione dei prezzi dei servizi. «Riteniamo che la BoE disporrà di informazioni sufficienti quest’estate per avviare un ciclo di allentamento ad agosto», concludono da Ing, «si tratta di una previsione leggermente successiva rispetto al mercato e ai risultati dei sondaggi condotti dalla Banca, che preferiscono giugno come inizio del ciclo di allentamento. (riproduzione riservata)