Il governo britannico ha annunciato il lancio di un fondo da 20 milioni di sterline destinato alle start-up attive nelle tecnologie militari, con l’obiettivo di facilitare l’accesso ai contratti pubblici e ridurre la dipendenza dai grandi gruppi della difesa. A presentare l’iniziativa è stato il segretario alla Difesa, John Healey, che ha spiegato come il nuovo strumento permetterà alle giovani imprese e alle piccole e medie aziende del settore di accedere a procedure di procurement accelerate per ottenere commesse governative.
Pur trattandosi di risorse limitate rispetto alla spesa complessiva per la difesa, secondo Healey il fondo può svolgere un ruolo chiave nello stimolare l’innovazione tecnologica. «È il segnale di qualcosa di più grande di cui il Paese ha bisogno. Dobbiamo premiare chi si assume rischi, dobbiamo premiare gli innovatori», ha detto.
Le risorse saranno destinate a tecnologie di intelligenza artificiale, robotica e armi a precisione avanzata. Le start-up accederanno a un processo di procurement accelerato per aggiudicarsi i contratti, ha spiegato il ministero della Difesa. Il fondo è solo uno degli elementi di un quadro più ampio pensato per «trovare nuovi attori per un sistema in cui, solo con le pmi, siamo pronti a spendere direttamente dalla difesa 2,5 miliardi di sterline l’anno», ha aggiunto Healey.
L’iniziativa viene lanciata insieme a un nuovo team del ministero della Difesa composto da esperti di policy e contratti commerciali, battezzato «Defence Office for Small Business Growth», che avrà il compito di sostenere le pmi nella partecipazione e nell’aggiudicazione delle gare pubbliche del dicastero. Il governo ha promesso una riforma radicale delle modalità di acquisto degli equipaggiamenti militari, nel tentativo di correggere un sistema finito più volte sotto accusa per aver sprecato miliardi di sterline dei contribuenti in programmi consegnati in ritardo e fuori budget.
Tra i casi più noti degli ultimi anni c’è il problematico programma dei veicoli blindati Ajax, dal valore di 5,5 miliardi di sterline. Tra le modifiche annunciate figura l’abbandono di un modello in cui i pianificatori militari tendevano a «sovradimensionare» i requisiti tecnici, generando sforamenti dei costi e lunghi ritardi. Al suo posto, il ministero della Difesa intende lavorare più a stretto contatto con l’industria adottando un approccio di «sviluppo a spirale», che prevede l’impiego delle nuove tecnologie prima che siano completamente mature, per poi adattarle e aggiornarle direttamente sul campo.
Le imprese più piccole, prive dei grandi bilanci dei contractor tradizionali della difesa, si sono spesso lamentate di essere penalizzate da procedure di acquisto lunghe e complesse. I governi di tutta la Nato stanno adottando misure simili per sostenere le piccole e medie imprese della difesa, iniziative che hanno subito un’accelerazione dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia.
L’annuncio arriva mentre il governo britannico è sotto pressione per non aver aumentato più rapidamente la spesa per le forze armate convenzionali dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca lo scorso anno, come riportato dal Financial Times questo mese. Il governo guidato da Keir Starmer non ha ancora presentato il Defence Investment Plan (Dip), che definirà i piani di spesa del ministero della Difesa per i prossimi dieci anni e che inizialmente era atteso per l’autunno scorso. Healey ha affermato che l’esecutivo sta «lavorando senza sosta per completare» il piano. (riproduzione riservata)