L'azionario milanese chiude in calo con il Ftse Mib che a fine giornata ha ceduto lo 0,4%.
Sul fronte macro da segnalare che i prezzi al consumo in Cina sono diminuiti più del previsto a settembre, mentre la deflazione dei prezzi alla produzione è proseguita, evidenziando l'impatto della debole domanda interna e delle preoccupazioni commerciali sul sentiment di consumatori e imprese. Secondo i dati del National Bureau of Statistics, l'indice dei prezzi al consumo è sceso dello 0,3% a livello annuale a settembre, un calo più marcato rispetto alla previsione degli economisti dello 0,2%, sebbene in attenuazione rispetto al -0,4% di agosto.
Nel Vecchio Continente, invece, la produzione industriale dell'area euro è diminuita dell'1,2% su base mensile ad agosto, dopo una crescita rivista dello 0,5% a luglio, secondo i dati Eurostat. Il consenso degli economisti aveva previsto un calo dell'1,6%. Su base annua, la produzione industriale ha registrato un incremento dell'1,1%, rispetto alla crescita rivista del 2% precedentemente segnalata.
Brillante il comparto del lusso, che è salito in scia ai dati sui ricavi di Lvmh, superiori alle attese: S.Ferragamo +7,79%, Moncler +7,77%, B.Cucinelli +1,85%.
In rialzo Stellantis (+3,21%), che investirà 13 miliardi di dollari per sostenere la crescita negli Stati Uniti. Tra le utility in ascesa Italgas (+0,97%), su cui Morgan Stanley ha alzato il prezzo obiettivo a 8,8 euro confermando la raccomandazione overweight.
In evidenza pure Amplifon (+2,64%), mentre hanno perso terreno Nexi (-5,45%) e Leonardo (-4,2%).