Il nuovo piano triennale 2025-2027 di Recordati è in continuità con le strategie e la crescita del piano precedente, con stime ampiamente raggiungibili considerando il track record del gruppo farmaceutico. Le previsioni al 2027 (fatturato a 3-3,2 miliardi di euro, ebitda adjusted a 1,14-1,225 miliardi, utile netto adjusted a 770/820 milioni e debito netto tra 1,8 e 2,4 miliardi) sono leggermente superiori alle stime del consenso Factset (ricavi a 2,90 miliardi, ebitda a 1,10 miliardi, utile netto a 751 milioni), escludendo potenziali operazioni di M&A.
Come previsto, saranno le malattie rare (target di vendite a 1,250-1,500 miliardi) a trainare la maggior parte dell’aumento del giro d’affari, con un tasso medio annuo di crescita (cagr) nel periodo 2024-2027 del 17%-20% a tasso di cambio costante, mentre Specialty & Primary Care cresceranno del 3,5%-4,5%.
L’ebitda previsto per il 2027 è in linea con quanto stimato dal consenso e implica un aumento delle spese in Ricerca&Sviluppo, probabilmente a supporto delle malattie rare. Anche i ricavi del primo trimestre del 2025 (+12% a 680 milioni; i risultati completi l’8 maggio) hanno superato le stime del consenso del 3% circa. È stato il primo trimestre completo con il contributo del farmaco Enjaymo, pari a 31,9 milioni. E le vendite previste per il farmaco Isturisa sono state di nuovo aumentate a 550-650 milioni anche grazie all’approvazione recente da parte dell’Fda.
Assumendo un effetto cambio negativo dell’1-2% annuo, Jefferies ha stimato al 2027 ricavi organici pari a 2,880-3,060 miliardi, in linea con il consenso (circa 2,900 miliardi), il che suggerirebbe la necessità di 140-320 milioni da operazioni di M&A mirate per raggiungere gli obiettivi del gruppo. In pratica, calcola anche Equita, nel mid-point della guidance dalle acquisizioni deriverebbero «solo» 140 milioni di fatturato e 60 milioni di ebitda (margine del 40%). «Mantenere il rapporto debito/ebitda a 1,7/2 nel 2027 implicherebbe acquisizioni potenziali per 1 miliardo che ci sembra sproporzionato rispetto al fatturato/ebitda necessario per raggiungere gli obiettivi, sapendo che tipicamente i deal riguardano prodotti già commercializzati o vicini all’approvazione», precisa la Sim. «La leva massima è confermata a 3 volte, per acquisizioni di qualità e dimensioni rilevanti, che stimiamo implichi una flessibilità finanziaria superiore a 1 miliardo già nel 2025».
Recordati, aggiunge Jefferies, potrebbe anche fornire aggiornamenti sull’arruolamento nello studio di Fase II del farmaco Signifor nell'ipoglicemia post-bariatrica, che rappresenta un potenziale upside rispetto ai nuovi obiettivi (+150 milioni). Segnalata anche la recente approvazione di Signifor Lar in Cina.
Infine, il capitolo dazi. Jefferies ritiene che Recordati sia relativamente poco esposta ai potenziali dazi farmaceutici statunitensi, dato che i ricavi negli Stati Uniti rappresentavano solo il 17% dei ricavi totali nel 2024. Inoltre, Specialty & Primary Care, che costituisce circa due terzi del fatturato del gruppo, non ha presenza negli Stati Uniti. Tuttavia, si nota che Recordati si sta avvicinando al 40% dei ricavi, il che aumenterebbe marginalmente l’esposizione, e che la maggior parte dei prodotti dell’azienda è prodotta nell'Ue. Pertanto, eventuali commenti su strategie difensive potrebbero risultare rassicuranti, ha concluso Jefferies, ribadendo il rating hold e il target price a 53 euro.
Gli obiettivi del nuovo piano «ampiamente raggiungibili» consentono a Banca Akros di confermare, dato il potenziale upside dell’azione rispetto al suo target price a 66,50 euro, la raccomandazione accumulate anche perché Recordati è scambiata a un multiplo ev/ebitda per l’anno fiscale 2025 pari a 12,9, al di sotto della media degli ultimi 5 anni (15,6). Equita ha, invece, un giudizio buy e un target price a 65 euro e Mediobanca Research outperform, ritenendo che i nuovi obiettivi triennali potrebbero portare a una revisione al rialzo delle stime del consenso per il 2027, almeno mid-single-digit. «Riteniamo che Recordati rappresenti un titolo solido, con un profilo di crescita resiliente e interessante e una valutazione non cari, pari a circa 16 volte il p/e rettificato per il 2025», afferma la banca d’affari che si interroga sulle possibili strategie di disimpegno da parte di Cvc Capital Partners dopo che a metà febbraio Rossini, il veicolo di Cvc, ha concluso la vendita di 10,5 milioni di azioni ordinarie di Recordati, pari al 5% del capitale sociale e ora Rossini è titolare del 46,82% della società.
Intanto, oggi, 29 aprile, l’assemblea dei soci di Recordati ha approvato il bilancio 2024 e la distribuzione di un dividendo di 1,27 euro per azione (+5,8%), di cui 0,60 euro anticipati a novembre 2024. Il saldo sarà messo in pagamento il 21 maggio. Inoltre ha eletto dalla lista di Rossini il nuovo cda che rimarrà in carica fino all'approvazione del bilancio 2027. È composto da: Andrea Recordati, Robert Koremans, Giampiero Mazza, Cathrin Petty, Luigi La Corte, Joanna Le Couilliard, Diva Moriani, Piergiorgio Peluso, Stephen Sands e Kim Stratton.
Infine, l’assise ha autorizzato un buyback per massimi 3,5 milioni di azioni e per un potenziale esborso massimo di 200 milioni di euro a un corrispettivo minimo non inferiore al valore nominale dell'azione Recordati (0,125 euro) e ad un corrispettivo massimo non superiore alla media dei prezzi ufficiali di Borsa delle cinque sedute precedenti l'acquisto, aumentata del 5%. Il cda, riunitosi successivamente, ha deliberato l'avvio di un programma di buyback per un massimo di 2 milioni di azioni ordinarie al corrispettivo massimo di 125 milioni di euro. Gli acquisti inizieranno il 30 aprile e il termine della prima tranche è fissato per il 7 novembre. (riproduzione riservata)